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Arte & Cultura, In Evidenza

Uniti nel dolore e nel Tricolore. L’Italia cerca di farcela

Marzo 19, 2020

Ore di lutto. Dopo le terribili immagini dei feretri portati via dalla città di Bergamo sui mezzi dell’esercito, l’Italia si ferma a riflettere. L’Italia sembra soccombere al virus. Ma ecco che poi arriva l’aereo anche a Malpensa, dopo Fiumicino. Sono loro, i medici cinesi. Che arrivano a portarci aiuti e strumenti per i nostri ospedali. L’Italia va avanti. Conta i morti ma pure i guariti. E mentre le immagini del nostro Belpaese rimbalzano sui teleschermi mondiali, gli italiani vanno avanti. Da Bolzano ad Agrigento. Passando per il Duomo di Milano. Fermandosi vicino a Fontana di Trevi. Per poi arrivare allo Stretto di Scilla e Cariddi. Siamo gli eredi di Cesare. I figli degli artisti del Rinascimento. Siamo la gente che ama il buon cibo. Montagne. Mare. Colline. Laghi. Città d’arte. Gli italiani siamo un popolo. Unito ora più che mai. E non solo dal dolore. Ma uniti anche dal Tricolore.
A voi, uomini nati in Italia, Dio assegnava, quasi prediligendovi, la Patria meglio definita dell’Europa. In altre terre, segnate con limiti incerti e interrotti, possono insorgere questioni che il voto pacifico di tutti scioglierà un giorno, ma che hanno costato e costeranno forse ancora lagrime e sangue: sulla vostra, no. Dio v’ha steso intorno linee di confini sublimi, innegabili: da un lato, i più alti monti d’Europa: l’Alpi; dall’altro: il Mare, l’immenso Mare. […] Sino a quella frontiera si parla, s’intende la vostra lingua: oltre quella, non avete diritti. […] e il giorno in cui […] pianterete la vostra bandiera tricolore su quella frontiera, l’Europa intera acclamerà, sorta e accettata nel consorzio delle Nazioni, l’Italia. A quest’ultima prova dovete tendere con tutti gli sforzi”. (Giuseppe Mazzini)

Alessandra Pirri

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