La primavera procede… Si risveglia la natura. Fiori di pesco. Mentre l’Italia resta protetta. E canta. Flashmob alle finestre, anche con strumenti in mano. Si esorcizza la paura. Si cerca la vita. Napoli. Salerno. Torino. Sono tante le città d’Italia. Centinaia di persone affacciate sui balconi in un unico grande coro.È l’Italia di cuore. È l’Italia che non si arrende. E mentre i nostri medici e infermieri sono nelle trincee delle corsie, i cittadini fanno sentire la loro voce. Una primavera surreale, a suon di note. Melodie. Armonie. Voglia di vivere, di amare, di uscire da un incubo. Nelle città dalle strade deserte, si illuminano i balconi. Risuonano voci. Si vive così. Perché gli italiani vogliono vincere. Gli italiani vogliono ripartire. Da casa, uniti. Il tempo è clemente, un vento primaverile e tiepido incornicia queste giornate lente. Musica nel cuore, allora. Perché la musica aiuti a sperare. Un fluido verso il divenire, in un linguaggio evanescente che vola insieme alle rondini che stanno giungendo.Sul mare. In montagna. Nelle nostre metropoli. Mai così vicino, l’Inno di Mameli.
La musica è basata sull’armonia tra Cielo e Terra, è la coincidenza tra il disordine e la chiarezza (Hermann Hesse). Cerchiamo l’ordine, quindi. Quello che, impietosamente, in un attimo, sembra sparito. “I giardini di marzo si vestono di nuovi colori”, ci insegnò il nostro Lucio. Marzo passerà. E – ci auguriamo tutti – anche la paura della pandemia. Un’armonia corale. “Che giorno è? Che anno è?”… è il momento di trovare il coraggio.
Alessandra Pirri


