MILANO – Mentre il numero di morti e contagiati dal Covid-19 continua ad aumentare a causa della pandemia dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, le università di tutta Italia hanno affrontato, e in parte risolto, i problemi provocati dalla situazione sanitaria e dalle restrizioni, con l’adozione della didattica a distanza online.
Funziona così: i docenti di facoltà, secondo procedure adeguate alla varietà dei corsi, pubblicano video-lezioni su piattaforme specifiche che vengono seguite dagli studenti, seduti sul divano di casa. C’è chi predilige la modalità della diretta online e chi continua invece a caricare slide, mappe concettuali o fogli di lavoro condivisi.
Per quanto riguarda le tesi di laurea triennale e magistrale, le date stabilite non dovrebbero subire grandi variazioni e la validità dell’anno accademico non viene, per il momento, messa in discussione. Ma tra gli studenti, i pareri sull’e-learning sono contrastanti.
Alcuni lo considerano una valida alternativa alla lezione frontale, che porta ad ottimizzare tempi e risorse, grazie al fatto che i ragazzi sono più autonomi nell’organizzazione dello studio e nella preparazione agli esami. Altri ritengono invece che nulla sia paragonabile all’interazione diretta con il docente e che in questo modo, inoltre, vengano meno competitività e motivazioni che nascono tra i banchi.
Tra una lezione e l’altra questi sono giorni lunghi anche per gli adolescenti che comunque conoscono più di ogni altro i modi per combattere la noia. C’è chi sperimenta un nuovo metodo di studio, chi impara una lingua, chi si dedica alla lettura o chi recupera titoli di film lasciati in sospeso.
I social network restano i media più utilizzati, con un picco di nuovi account raggiunto proprio negli ultimi giorni. C’è infine il fenomeno “challenge”, ovvero le sfide lanciate sui social da numerosi utenti. Le “azioni” vengono documentate con video o foto, poi pubblicati sui vari canali con l’immancabile tag di amici e conoscenti. Anche se, come sosteneva qualcuno, distrarsi significa quasi sempre cambiare il modo di annoiarsi.
Federica Cozzi


