Wednesday, September 09, 2026
Arte & Cultura, In Evidenza

Sicilia rosa: le sue donne, sempre prime, hanno rivoluzionato e conquistato il mondo

Aprile 15, 2020

La Sicilia è rosa. E il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, in preda al suo solito costruttivo entusiasmo, mette luce su fatti poco noti della storia, e lo fa senza erigere il solito impianto del ballo dei soliti noti, come Sciascia, Quasimodo, Pirandello, Verga, Tomasi di Lampedusa, Empedocle, Archimede, Majorana… e Guttuso e Dionisio e Ruggero II e Federico II e Antonello da Messina e Bellini e via dicendo. Paolo Battaglia La Terra Borgese cita alcuni dei primati europei e italiani della Sicilia con la A, al femminile. Sono d’esempio per tutti le Donne. E la Scuola. E la Danza. La Cucina. La Sicurezza. Siciliana è infatti la prima scuola letteraria italiana, siciliana è l’antica danza pastorale che coinvolse Bach e Hendel, siciliana è ognuna delle grandi donne meridionali della storia italiana, e siciliana è anche la cucina più eclettica del Bel Paese. Ma c’è dell’altro. “Sì. Perché siciliana è la prima scuola letteraria italiana, fiorita in particolare alla corte di Federico II e dei suoi figli, nella prima parte del 13° secolo – spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese -. Era di evidente influenza provenzale, da cui derivava immagini e forme. La sua importanza è anche dovuta al fatto che fu la prima manifestazione unitaria del volgare italiano. I rimatori più celebri di questo secolo furono Giacomo da Lentini, Odo e Guido delle Colonne, Ruggeri d’Amici, Giacomino Pugliese, Percivalle Doria, Rinaldo D’Aquino, oltre allo stesso re ed ai suoi figli”.

Paolo Battaglia La Terra Borgese

Ma siciliana è e si chiama pure quell’antica danza di carattere pastorale, di movimento moderato a 6/8 o 12/8, che fu assai usata dai musicisti del 17°-18° secolo (Bach, Handel ecc.), sia come tempo lento di suites e sonate da camera che trasformandosi in tipo particolare di aria nella musica vocale da camera (es. A Scarlatti e la scuola napoletana in genere). Spesso il ritmo e l’andatura di siciliana si trovano anche in pezzi del tempo che non ne portano il titolo. “Ma guardiamo ora alle donne – carica Paolo Battaglia La Terra Borgese-. Partirei da Roma, da Maria Grazia Cucinotta, per riuscire a sentire e a capire la Sicilitalia anche, se non soprattutto, attraverso di loro, le donne, senza indugiare”. Ed è per l’appunto a Roma, adesso, l’8 gennaio 2021, che la presidente dell’Associazione Vite Senza Paura Onlus, l’attrice siciliana Maria Grazia Cucinotta, ha incontrato insieme a Solveig Cogliani, presidente della Commissione Giuridica della stessa Associazione – nonché assieme a tutto il team di Vite Senza Paura Onlus (donne professioniste anche nei campi dell’arte, del diritto, della medicina e della imprenditoria) – il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, gen. C.A. Giovanni Nistri, per firmare un protocollo d’intesa volto a realizzare efficaci forme di collaborazione per rafforzare l’azione istituzionale nel contrasto alla violenza di genere.

Anche in questo caso – precisa Battaglia La Terra Borgese – ci troviamo davanti a un primato al femminile, siciliano, in ambito nazionale.” E non si ferma qui: Paolo Battaglia La Terra Borgese loda e porge al mondo la bellezza creativa femminile citando Anna Maria Averna, nissena, primo esempio di donna imprenditrice siciliana nel mondo (Amaro Averna). E va avanti con la palermitana Elvira Giorgianni, moglie del fotografo Enzo Sellerio nota come Elvira Sellerio. Nel 1969 la donna si licenzia dall’impiego pubblico e investe la liquidazione per fondare, insieme al marito, la casa editrice “Sellerio Editore”, azienda destinata a divenire una delle case editrici più importanti d’Italia annoverando preziose pubblicazioni di autori famosi quali Gesualdo Bufalino, Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo, Leonardo Sciascia, Antonio Tabucchi, e molti altri. E quando si separa dal marito, Elvira continua la sua esperienza imprenditoriale con la saggistica e la narrativa.

E che dire di Accursia Pumilia? – chiede il critico d’Arte  – È la donna agrigentina che nel 1906 fa richiesta per essere iscritta nelle liste elettorali: è lei la prima donna a farlo, contravvenendo così alla legge che escludeva le donne dall’elettorato amministrativo. Si dovrà attendere il referendum del 1946 per scorgere fra i votanti italiani il Gentil Sesso”. E la prima europea a indossare i pantaloni? Secondo il critico d’Arte è Francisca Massara, siciliana: “Nel 1698 – afferma – fu la prima donna europea a indossare i pantaloni. Le ricerche filologiche serie, smentiscono categoricamente tale attribuzione di primato alla letterata parigina George Sand, al secolo Amantine Aurore Lucile Dupin”. Ma saranno necessari tre secoli, prima che i pantaloni per donna fossero accettati nel 20° secolo.

E per merito delle donne si può andare avanti molto, molto avanti sulla questione siciliana che illumina l’Italia e oltre – dichiara Battaglia La Terra Borgese-. Basti pensare alla catanese Maria Paternò, figura che nel 1808 segna un passo gigante quanto importante per i diritti delle donne. È lei, infatti, la prima donna italiana a ottenere il divorzio usufruendo del Codice Napoleonico vigente. E oltre che di divorzio, possiamo anche parlare di matrimonio, quello riparatore delle leggi d’onore: Franca Viola, siciliana di Alcamo, è la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore divenendo emblema del progresso di libertà civile in Italia e immagine dell’emancipazione delle donne italiane”.

Ma altre inquadrature femminili ci vengono ancora proposte da Paolo Battaglia La Terra Borgese: “Carmelina Naselli, anch’essa catanese come la Paternò, è stata la prima donna docente universitaria in Italia. E la sua cattedra di Storia delle Tradizioni Popolari, a Catania, fu una delle prime tre istituite in Italia. Concludo con altre tre grandi donne siciliane che hanno contribuito al bene dell’umanità e mi scuso, davvero mi scuso con tutte le altre che manco di citare”- Si congeda così il critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, con Dorotea Isabella Bellini e Geneviefa Bisso e Letizia Battaglia. “Dorotea Isabella Bellinie Geneviefa Bisso – ci ricorda il critico -, avversarono con perfetto criterio letterario confutatorio un noto farmacista misogino (forse anche misantropo) di Palermo, Luigi Sarmento, naturalizzato a Carini, che nel 1725 diffuse il suo opuscolo Lu vivu mortu. Si trattava di una pesante quanto bislacca critica al mondo femminile, alle donne. E ovviamente in tanti si scagliarono contro Sarmento rispondendo con critiche al suo libretto, e tra i critici anche due donne: la Bellini e la Bisso, appunto, che risposero in versi siciliani dieci anni dopo, realizzando così le prime pubblicazioni femministe della storia italiana teorizzanti anche un movimento globale per la parità dei diritti tra uomini e donne. E, non ultima, la palermitana Letizia Battaglia, oggi ottantacinquenne, fu lei la prima fotoreporter a raggiungere il luogo dell’assassinio di Piersanti Mattarella, distinguendosi come sempre in un ambiente prevalentemente maschile. Personalmente considero Letizia Battaglia la fotografa – con la A – artistica più capace della storia. E Letizia Battaglia è stata inoltre la prima donna europea a ricevere il Premio Eugene Smith, a New York”.

Francesco Ligorio

GiornaleMetropolitano.com, prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie le opportune verifiche volte all’accertamento del libero regime di circolazione per non violare i diritti d’autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso di tale materiale, scrivete a [email protected]. La redazione stessa provvederà alla rimozione del sopracitato materiale.


Testata giornalistica registrata 11-12-2006 presso il Tribunale di Milano con il numero 746.

Designed by Ideacreativa.eu

SiteLock