Thursday, October 29, 2026

Arte & Cultura

Pontormo alle Scuderie del Quirinale, il colore costruisce la scena

Ottobre 29, 2026

Maria ed Elisabetta sono vicinissime; due donne alle loro spalle rivolgono il volto verso chi osserva. Nella Visitazione di Pontormo l’incontro si svolge fra le protagoniste e si apre, attraverso quegli sguardi, anche al pubblico. I vestiti occupano la scena con superfici di colore tanto ampie da dare a ogni figura una presenza distinta. Il saluto evangelico diventa un’immagine sulla quale tornare, spostando l’attenzione da un volto a una piega, da una mano a una spalla.

La tavola di Carmignano è fra le opere riunite a Roma per la mostra delle Scuderie del Quirinale, visitabile fino al 7 febbraio 2027. Il progetto conta oltre 130 lavori, 84 di Jacopo Carucci, conosciuto come Pontormo. La curatrice Cristina Acidini lavora con Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani. Ales, Gallerie degli Uffizi ed Electa partecipano alla realizzazione di un percorso che comprende pittura, disegno e testimonianze scritte.

Il confronto fra le opere permette di entrare nelle decisioni dell’artista. Una figura può essere riconoscibile e, nello stesso tempo, assumere proporzioni lontane da quelle consuete; una veste può descrivere il corpo e acquistare una forza visiva propria. Sono possibilità che Pontormo sviluppa nella Firenze del Cinquecento, dopo la formazione presso Andrea del Sarto e attraverso lo studio di altri maestri, fra i quali Michelangelo e Dürer. La Maniera trova qui una spiegazione concreta, nelle libertà che il pittore si concede.

Guardare i disegni accanto ai dipinti aiuta a capire come nascano quelle libertà. Prima delle stoffe e dei colori vengono il corpo, la sua posizione, il rapporto fra le parti. La carta rende più facile concentrare l’attenzione su questi elementi. Anche la posa più insolita può essere considerata come un problema affrontato dal pittore, una soluzione cercata attraverso il lavoro.

Nella Pietà della cappella Capponi, proveniente dalla chiesa fiorentina di Santa Felicita, il sostegno del corpo di Cristo coinvolge un gruppo fitto di persone. Le direzioni delle braccia e l’inclinazione delle teste fanno procedere lo sguardo lungo la superficie. I toni luminosi delle vesti accompagnano un soggetto doloroso senza attenuarne la gravità. A colpire è il modo in cui il movimento continua da una figura alla successiva, rendendo difficile isolare un solo centro d’attenzione.

La Cena in Emmaus, eseguita nel 1525 e prestata dagli Uffizi, richiede un’osservazione diversa. La tavola imbandita, i monaci e gli animali introducono particolari che appartengono alla vita quotidiana. Il momento in cui Gesù viene riconosciuto dai discepoli acquista evidenza dentro quell’ambiente. Dopo le figure quasi prive di peso della pala Capponi, questi oggetti restituiscono alla visione la consistenza delle cose.

La ricerca prosegue anche attraverso gli interventi conservativi. Nel restauro della Madonna Corsini è emersa un’ala coperta da una ridipintura: il piccolo personaggio ritenuto san Giovannino è stato identificato come un angelo. L’osservazione di un particolare cambia così ciò che sappiamo del quadro.

La mostra offre questo doppio esercizio: guardare le immagini e verificare le conoscenze con cui le avviciniamo. Pontormo emerge dalle differenze fra le opere, dalle scelte che ricompaiono e da quelle che cambiano. Seguirle significa incontrare il Cinquecento nel lavoro di un pittore che continua a chiedere attenzione.

Maria Luisa Cesetti

Nella foto la locandina ufficiale della mostra. Fonte Vivaticket/Scuderie del Quirinale”

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