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Miracoli della nuova aritmetica: un 4 vale come 8 nella scuola primaria futura
Il pensiero più semplice, più elementare, è quello binario: si-no, questo-quello. Una terza via richiede intelligenza, per non parlare del pensiero complesso, che ha bisogno di un sacco di neuroni e di sinapsi funzionanti. Il pensiero binario nega il nuovo, l’alternativa, la soluzione di problemi complessi, l’arte, la comprensione di persone ed eventi.
Ed eccone un mirabolante esempio: dal prossimo anno scolastico la valutazione finale degli alunni nella scuola elementare non sarà più espressa con i voti numerici ma con un giudizio. Emendamento presentato dai senatori Verducci, Iori e Rampi e approvato in Commissione Cultura e Istruzione.
La soluzione utile e pedagogica vera è invece dare il voto ed insieme il giudizio. Non di quelli che odorano di copia-incolla, non quelli pseudo psicologici o del tutto conseguenti agli umori dei maestri. Un voto, e il giudizio che spiega: 4 perché… 8 perché… Bastano poche parole, se sono pensate. Certo che questo presuppone, oltre alla presenza di pensiero un po’ complesso (neppur tanto) anche una conoscenza reale degli allievi della loro preparazione e del loro livello cognitivo.
L’emendamento prosegue:” Nella scuola primaria i bambini non possono essere considerati dei numeri. (veramente non sarebbero i bambini ma la loro preparazione! ndr) Dare un 4 può essere un macigno pesante da comprendere”. Invece il voto, facilmente comprensibile, è la giusta considerazione non soltanto per chi si è impegnato ed è più bravo di altri, non soltanto per capire in che cosa ognuno può emergere, ma anche per dare indicazioni precise su toppe da mettere o slancio da dare.
E ancora: “Una valutazione più complessiva prende in considerazione le caratteristiche del bambino” E qui cadiamo negli psicologismi, ottimi alibi per poco insegnare. E ancora “Il voto numerico livella e rende tutti uguali, anche se ci sono diverse motivazioni dietro a quel voto”.
Strano, che un 4 sia uguale a un 10. Miracoli della nuova aritmetica.
Del resto, non ci sono molti esempi di intelligenza e competenza premiate: governo e sue appendici dimostrano un efficace conto alla rovescia. Chi meno sa più parla. E ohimé piace.
Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra


