Società
Infanzia e libri, per far vedere ai piccoli la vita in modo più completo di qualunque film o video o social
Nel primo giorno dell’anno ho riletto due libri della mia infanzia. Mi piacerebbe regalarli ad ogni bambino, ancora piccolo, perché è da piccoli che ci si impregna di ogni esperienza.
Papà Gambalunga: le lettere di Judy a papà Gambalunga sono un’evidenza di come si possa trasmettere la propria vita, il proprio essere, i propri istanti, la vita degli altri a una persona che leggerà (eh già, si scrive per essere letti, non per sgorbiare dei fogli!).
Credo che i piccoli sarebbero affascinati se gli si leggesse con espressione (eh già, la punteggiatura è per far capire, emozionare, attendere, concludere…non per zampettare come mosche casualmente su quei fogli!). Farebbe un gran bene anche agli adulti leggere ai piccoli, crearsi nella mente le scenette balzanti da una lettera scritta davvero. “La mia stanza è tutta una sinfonia di gialli e marroni…ho comperato tende gialle in tela di cotone…È buffo come possano combinare nell’abbinare le compagne di camera. Sallie crede che tutto sia divertente, Julia trova noiosa qualsiasi cosa…” e avanti, con umorismo e serietà. Oggi si manda un post con la foto della camera. La si guarda un attimo, ce la si scorda. Se invece la leggi, te la immagini, entra a far parte dell’esperienza, la stanza e come descriverla davvero a chi leggerà. Le persone e le loro caratteristiche…
L’altro libro è Heidi, versione integrale, con illustrazioni senza le deformità che (ma perché?) infiorano quasi tutti i libri, costruendo con cura sin dall’infanzia il pessimo gusto così diffuso. Quanto cartoni e musichette oltraggino il libro è evidente sin dalle prime pagine. Oltre a suscitare nella mente immagini che si muovono a ritmo vero, le descrizioni dei monti potrebbero salvare i bambini trascinati da genitori impazienti sui sentieri, senza capire perché tanta fatica per conquistare una salsiccia con polenta. O volare per le piste perché poi c’è la medaglia. “Il nevaio splendeva e sopra ad esso correvano nuvole rosse…l’erba dell’alpe era d’oro e torrenti di luce scendevano dalle rupi facendo scintillare la vallata intera”.
Ultima nota: sono libri che sprizzano bontà e mostrano la cattiveria bieca della cattiveria. Oggi si prenderebbero in giro. Eppure, se fin da piccoli invece di irrigidire i neuroni specchio in stupide lotte senza fine, si facesse vivere l’umanità intera, compresa la gioia di far bene e l’orrore di far male, si potrebbe affrontare la vita in modo più completo, più ricco. E forse diminuirebbe il bullismo, non solo degli allievi.
Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra


