C’è poco da fare i cinici: un sussulto e un po’ di entusiasmo a mezzanotte è quasi inevitabile. È forse l’inconscio collettivo, il pathos del bruciare il vecchio festeggiando il nuovo, mettendo magicamente fine ai dispiaceri. Piogge di auguri, quindi, più o meno vaghi. Salute, soldi, serenità. E poi? Ciò che mi viene spontaneo è “auguro di saper pensare, e di non dimenticarvene”. Come dire, di andare fortemente contro. Non con cortei inutilmente sbandierati a contestare spesso inconsapevolmente, sempre senza proporre, questo e quello, ma con l’attenzione quotidiana a non farsi zittire il cervello. Moltissimi vivono dall’infanzia un non-tempo; sport a ore, animatori e chiasso, cuffie a ritmare forzatamente i neuroni, virtuale a scansare la realtà. Una serie di dittatori del tempo mentale, della parola pensata, del conversare e capire. Infatti pochi sanno cosa sia il dialogo: più facile l’immediata botta in testa a chi pensa o dice diverso, praticamente a quasi tutti quelli che osano dire la propria.
L’augurio che faccio a tutti noi è di avere la forza di voler capire, di collegare fatti e azioni alle loro cause e alle loro probabili o certe conseguenze. Di sgombrare dai disturbanti continui stimoli la mente, permettendo il pensiero. E con esso, la comunicazione: con noi stessi, con gli altri. Auguro a chi ha bambini piccoli di sopportarne i pianti, di bruciarsi le proprie mani piuttosto che mettere nelle loro mani piccole il veleno degli smartphone. Tante storie abbiamo fatto sull’importanza di educare i bambini, ma erano troppo spesso finzioni: di fatto, troppi sono i passeggini con piccoli bimbi tuffati in un video. Così stanno tranquilli. E stupidi, aggiungo, perché l’apprendimento è sensoriale, a tutto tondo, e le conseguenze sul cervello del video sono gravi. Inutile lamentarsi che il bimbo-burattino una volta cresciuto non legga, non si concentri, si appiccichi alla calamita-video da mane a sera.
Lo sforzo deve essere consapevole e individuale. Eventuali soccorsi vanno cercati con cura, individualmente, senza illudersi che lo sdoppiamento di ministri dell’istruzione possa aiutare.
Detto ciò…buon anno, comunque!
Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra


