Ormai sappiamo che gli addetti ai lavori sono andati avanti per almeno un mese a raccontarci una bugia, quella che le mascherine non servivano a niente. Bugia a fin di bene, perché erano preoccupati che le poche disponibili in Italia venissero intercettate da privati, e sottratte a medici, infermieri, addetti alle case di riposo, che ne avevano un disperato bisogno. Ma sempre una bugia.
Ci avevano spiegato che quelle “chirurgiche” proteggono non chi le porta, ma la gente intorno. Già, ma basterebbe che le portassero tutti, secondo il modello orientale di Cina, Corea e Giappone, e tutti sarebbero difesi.
Adesso, alla vigilia della riapertura di maggio, in tanti si esercitano nel cambiare discorso: ipotesi di esclusione degli anziani, over 60 o 65, dal diritto di uscire di casa. Assurdità se si pensa a quanti lavoratori, commercianti, artigiani, professionisti sono in quella fascia di età.
La classe medica, che ha visto e vissuto a proprio danno il disastro del mese di marzo, avanza obiezioni plausibili ma non accettabili: poiché i malati bisognosi di terapie intensive e intubazioni sono per la massima parte anziani, se li tenessimo a tempo indefinito in sequestro domiciliare ridurremmo i casi più preoccupanti e anche i decessi.
Ma poi, che facciamo con parlamentari, ministri, alti dirigenti statali, magistrati, giudici costituzionali, professori universitari over 60: una serie di deroghe ad personam? Un divieto dal quale sarebbe esentata una “casta” invidiata e odiata? E su quali basi di diritto e di buon senso?
La soluzione è un’altra: milioni di mascherine, quante ne servono perché tutti gli italiani le portino se escono di casa. Draghi direbbe whatever it takes. Non si decidono a imporle soltanto perché sanno che non ce ne sono per tutti; invece occorre trovarle e produrle.
La regola dei prossimi mesi dovrà essere: chi porta la mascherina e le altre protezioni, evita i contatti ravvicinati e non crea assembramenti è a posto, perché non corre e non crea pericoli. Senza autocertificazioni, giustificazioni, inseguimenti e multe tanto spesso assurde e arbitrarie. E senza che uscendo di casa per la spesa, la farmacia o i giornali si possa rischiare che qualcuno ti fermi e ti identifichi trattandoti come un potenziale delinquente.
Marco Volpati


