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Al Nautico di Genova Davide Romagnoni presenta il libro ‘Macché vacanza d’Egitto’ dove racconta la sua brutta avventura ricordando la fine di Giulio Regeni
Continua la serie positiva del Nautico con un fine settimana da tutto esaurito e intanto, a Genova, mostre, concerti, incontri affollano questi giorni che registrano un numero di visitatori, come non si vedeva da tempo. Tra i vari programmi, di particolare interesse si è rivelata la presentazione di un libro il cui titolo è “Macché vacanza d’Egitto“, autore Davide Romagnoni. Lui di mestiere è un artista, l’uomo di punta del gruppo musicale Vallanzaska, un giovanotto di 50 anni, nato e cresciuto a Milano. Ha scritto questo libro per cercare di liberarsi dalle angosce di una vicenda che avrebbe potuto avere un finale drammatico.

Nel novembre del 2015, alla fine dei tour estivi, Davide decide di prendersi una vacanza e sceglie un resort sul Mar Rosso. Il suo arrivo però è preceduto da un attentato: un aereo partito da Sharm e diretto a San Pietroburgo esplode in volo per una bomba. I turisti vengono bloccati, Davide in contatto con amici giornalisti decide, incautamente, di provare a fare interviste e foto. E una la scatta in aeroporto. In un lampo si trova ammanettato, buttato in un cella di un metro quadrato insieme ad altri sventurati, interrogato in arabo, senza lavarsi, senza mangiare.

“Ho vissuto 35 ore di costante paura, senza sapere cosa sarebbe successo un’ora dopo, se mi avrebbero interrogato o torturato. Mi aspettavo di tutto, la mia storia non c’entra nulla con quella di Regeni (scomparso poco dopo nel mese di febbraio) ma posso dire che ho pensato davvero di morire», ha detto. “Per fortuna la sua sorte è stata diversa, – interviene Alessandra Ballerini – difensore della famiglia Regeni e anche di Davide – però è importantissimo conoscerla perché è una delle poche testimonianze dirette di quello che può accadere per una futilità. Di Giulio, solo con molta fatica, si è arrivati a comprendere che a farlo scomparire e a torturarlo per nove giorni e a ucciderlo deliberatamente sono stati uomini della National Security egiziana. E ancora oggi, pur avendo la Procura del Cairo messo in stato di accusa alti gradi della National Security, torna fuori una delle tante menzogne su questo caso: i responsabili della morte di Giulio sarebbero stati delinquenti comuni, guarda caso tutti eliminati senza colpa”.

Il libro di Davide, edito da Prospero editore, è un crescendo di emozioni descritte in modo semplice ma che fa percepire come paura, terrore possano impadronirsi di noi e farci fare di tutto, Davide si è trovato a firmare una dichiarazione in arabo e ancora oggi non sa cosa ha dichiarato. Tre giorni da incubo, in cui paradossalmente il conforto arriva dalla presenza degli altri carcerati, il nemico è fuori dalla cella contro cui con sadismo fa sbattere i fucili kalasnikov. Alla fine e qui una parola buona va spesa verso i social, la svolta arriva quando i poliziotti riescono a capire, grazie a facebook, che Davide è veramente un musicista e non un pericoloso spione. Lo liberano in pieno deserto intimandogli di non raccontare a nessuno gli avvenimenti, neppure giunto in Italia dove comunque – gli dicono- sarebbe stato sorvegliato. La prigionia finisce ma non lo sgomento, il Consolato poco ha fatto per assisterlo, ricorda, non informando neppure la sua famiglia, ci sono voluti mesi per metabolizzare lo shoch, mesi per decidere di scrivere questa storia. “Pensiamo – dice Ballerini- che ogni giorno 4 cittadini egiziani scompaiono nel nulla, Davide, per fortuna, questa storia può raccontarla e anzi è proprio la leggerezza con cui lo fa che la rende avvincente dalla prima all’ultima pagina.”

Alessandra Rissotto



