Wednesday, September 09, 2026

Sanità & Salute

Inquinamento in città: ecco come difendersi

Marzo 10, 2020

Lo smog cittadino provoca seri problemi non solo ai polmoni ma anche al cuore, all’umore e predispone al diabete. Difendersi è possibile, con uno stile di vita più sano.

In questi giorni in cui il Coronavirus è il tema caldo in televisione e giornali, è passato in secondo piano un altro serio problema, responsabile di milioni di morti premature ogni anno. Stiamo parlando dell’inquinamento, che un gruppo di esperti tedeschi definisce una vera pandemia. Uno studio pubblicato sulla rivista Cardiovascular Research e condotto da Jos Lelieveld e Thomas Münzel dell’Istituto Max Planck e Università di Mainz, in Germania, ha calcolato che l’inquinamento atmosferico accorcia l’aspettativa di vita mediamente di 3 anni, causando più decessi di fumo, Aids e malattie infettive, come la malaria. Sono circa 8 milioni e 800 mila le morti causate ogni anno nel mondo dall’inquinamento. I dati relativi all’Italia, riferiti per il 2015, parlano di almeno 81.473 decessi prematuri. Gli esperti hanno accertato che l’inquinamento contribuisce a causare o a rendere più serie non solo malattie come il tumore al polmone, ma anche patologie cardiovascolari, respiratorie e perfino metaboliche come il diabete. Senza contare i danni al clima, per i quali da anni si cercano soluzioni. Secondo i ricercatori tedeschi, se fosse possibile eliminare le emissioni derivate dai combustibili fossili come il petrolio e il carbone, l’aspettativa di vita media nel mondo salirebbe di oltre un anno.

Danni ai polmoni, ma non solo

Non è una novità che respirare aria satura di particolato e di ossidi provochi una situazione di irritazione dell’apparato respiratorio, che predispone a bronchite cronica, asma, allergie e purtroppo anche a tumore del polmone. Ecco perché ridurre il fumo, soprattutto se si vive in città inquinate, ha una funzione almeno in parte protettiva. I pericoli sono però anche altri, meno noti. Il cuore, per esempio, è danneggiato dall’inquinamento. «Le polveri sottili penetrano in profondità nelle cellule che formano l’epitelio dei vasi sanguigni, favorendo uno stato infiammatorio per la produzione di fattori come fibrinogeno, omocisteina, proteina C-reattiva», spiega Piermannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina Interna dell’Università Statale di Milano, già direttore della Clinica Medica presso la Fondazione Irccs Ospedale Maggiore di Milano, esperto di danni da inquinamento dell’aria e membro del Comitato Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi. «Questa situazione comporta stress alle arterie, favorendo l’invecchiamento precoce, quindi ipertensione e accumulo di colesterolo».

Si dorme male e si è più depressi

L’inquinamento fa anche dormire male, perché bronchi e polmoni irritati impediscono una corretta ossigenazione del sangue. Tutto questo aumenta il rischio di apnee notturne. Vivere in un ambiente saturo di polveri peggiora la circolazione e l’ossigenazione del sangue, irritando bronchi e polmoni. Questo si ripercuote sulla qualità del sonno perché espone a un maggior rischio di apnee notturne, interruzioni della respirazione che provocano un inevitabile risveglio. Ancora, chi vive in città è più a rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2, perché l’inquinamento riduce la produzione di insulina, la sostanza che controlla la glicemia. Infine, la vita in ambienti inquinati sembra predisporre maggiormente a disturbi dell’umore come ansia e depressione, perché le particelle più sottili, le Pm 2.5, riescono ad attraversare la barriera emato-encefalica e ad alterare la produzione dei neurotrasmettitori del buonumore, come serotonina, dopamina ed endorfine.

Ecco come possiamo difenderci

Ridurre il tasso di inquinanti nelle città dipende anche da ciascuno di noi. Si deve rivedere completamente il concetto di mobilità quotidiana, utilizzando il meno possibile l’auto e la moto, preferendo i mezzi pubblici, usando ove possibile la bici, camminando di più. Questo atteggiamento aiuterebbe anche a difendere la salute, perché il moto contribuisce a migliorare la respirazione, combatte il sovrappeso e quindi difende il cuore. Camminare di più, usare la bicicletta favorisce il consumo dello zucchero in eccesso nel sangue, controlla la glicemia e combatte il rischio di diabete. Aiuta a dormire meglio e previene i disturbi legati ad ansia e a depressione, soprattutto se ci si sposta alla luce naturale e in zone verdi. Anche l’alimentazione è di grande aiuto. Vanno consumati verdura fresca e ortaggi. Ricchi di fibre, tengono sotto controllo il colesterolo, i trigliceridi e gli zuccheri nel sangue e sono una miniera di antiossidanti che contrastano gli effetti nocivi degli inquinanti. Consumare frutta a guscio, pesce, frutta e ortaggi freschi assicura sostanze come magnesio, antiossidanti, omega 3 che svolgono un effetto positivo sul tono dell’umore e aiutano a riposare meglio.

L’aiuto dal verde

Trascorrere del tempo nel verde migliora globalmente la salute. Una sola pianta, anche quella che si coltiva sul terrazzo di casa contribuisce a ridurre gli inquinanti, trasformando l’anidride carbonica in ossigeno. Inoltre, secondo uno studio dell’Università del Queensland, in Australia, passeggiare nel verde o leggere seduti su una panchina in un giardino migliora il tono dell’umore e la qualità del sonno, potenzia memoria, creatività e riduce la pressione arteriosa. Anche chi vive in città può decidere di preferire percorsi in mezzo a parchi e giardini quando si va al lavoro o a scuola, o comunque optare per strade meno trafficate. È benefico, oltre che divertente, coltivare qualche pianta sul balcone, perché il giardinaggio esercita un potere rilassante sulla mente ed è utile approfittare dei fine settimana per passeggiare fuori città anche solo un paio d’ore. Quando, ovviamente, sarà possibile tornare a farlo.

Roberta Raviolo

Nella foto Piermannuccio Mannucci

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