Wednesday, September 09, 2026

Attualità, In Evidenza

L’Italia diventa “zona protetta”. “Dall’Alpi a Sicilia, dovunque è Legnano”

Marzo 10, 2020

Tutta Italia zona protetta. Misure di emergenza per tutto lo Stivale. “Dall’Alpi alle piramidi”, recitavi tu, caro il nostro Alessandro concittadino della nostra Milano. Non abbiamo le piramidi. Abbiamo il Mediterraneo. E il Mare Nostrum sta assistendo alla chiusura di un Paese che è sull’orlo della crisi. Sanitaria. Innanzitutto, sanitaria.

Un risveglio di preoccupazione, quello di stamattina. I piccoli commercianti si chiedono come faranno. I parrucchieri. I liberi professionisti. I piccoli bar. Tutte quelle categorie che rischiano il crollo. Un intero sistema, che rischia seriamente il collasso. E non quello clinico, stavolta. Lockdown totale. È la fine della globalizzazione? Non proprio. Si spera di no. Anche se questo virus, che in testa porta una corona, quella di re (ma speriamo che resti sovrano solo in questo momento e sia distrutto), è davvero figlio della globalizzazione.

Milano teme la chiusura dell’attività produttiva. Ma se si ferma la Lombardia, cosa accade al resto del Paese? Il premier Giuseppe Conte ha spiegato che “non c’è tempo” per contrastare l’avanzata del virus. “Occorre rinunciare tutti a qualcosa per tutelare la salute dei cittadini. Oggi è il momento della responsabilità. Non possiamo abbassare la guardia”.

Ma il caos è sotto gli occhi di tutti. Si cercava l’untore. Si colpevolizzava la stampa. Ma adesso, di chi è la colpa? Ma poi… bisogna davvero dare la colpa a qualcuno? Cosa accadrà, quindi? Restiamo uniti. Ma non vicini. Un’unione virtuale che abbraccia senza toccare. Perché qui, non occorre scambiarsi abbracci. Né tanto meno baci. Un’Italia che sanguina. Un’Italia che ha anche paura. Un’Italia che va protetta. Dal virus. Da se stessa.

Abbiamo chiuso le porte a noi. È giusto. Siamo stati spinti, reclusi, nello spazio della rete. Da qui, tuttologi aguzzano la vista per sentenziare. Ma è il gioco del ventunesimo secolo.

“Che vuol ch’io faccia del suo latinorum?”, avrebbe fatto dire a Renzo il sempre caro Manzoni. E quello famoso che studiammo a scuola, non ci appare più come un romanzo distopico.

“Dall’Alpi a Sicilia, dovunque è Legnano”… ecco. Questo, invece, sì.

Alessandra Pirri

GiornaleMetropolitano.com, prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie le opportune verifiche volte all’accertamento del libero regime di circolazione per non violare i diritti d’autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso di tale materiale, scrivete a [email protected]. La redazione stessa provvederà alla rimozione del sopracitato materiale.


Testata giornalistica registrata 11-12-2006 presso il Tribunale di Milano con il numero 746.

Designed by Ideacreativa.eu

SiteLock