Il cielo era azzurro come quello di oggi, quel 25 aprile di 80 anni fa. Genova, fu l’unica città in Europa, a costringere alla resa con le sole forze della Resistenza le truppe tedesche che la occupavano. La battaglia comincia nella notte del 23 aprile, fra le quattro e le cinque del mattino le prime fucilate e poi l’insurrezione divampa, scende dalle alture fino al cuore di Genova: in piazza De Ferrari uno scontro sanguinoso in cui molti genovesi perdono la vita. Era il 24 aprile. Si combatte quartiere per quartiere, il comando tedesco propone trattative ma esclude di arrendersi minacciando di cannoneggiare la città e di far saltare il porto.

Solo nel primo pomeriggio del 25, il generale capo del comando tedesco a Genova, Günther Meinhold, cede e firma la resa nelle mani di Remo Scappini, un operaio, responsabile del Comitato Nazionale di Liberazione.
La mattina del 26 aprile tutta la città apprende dalla radio di essere libera.
Genova è Medaglia d’Oro al valor Militare.
Oggi l’omaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima al campo partigiani nel cimitero di Staglieno con la deposizione di una corona di alloro, poi al Teatro Nazionale dove è stato accolto da un grande e forte applauso.

Dopo gli interventi istituzionali e alcune sequenze dello spettacolo “D’Oro. Il sesto senso partigiano “ in cui si intrecciano le testimonianze di chi ha lottato per la libertà: il loro sacrificio, ha ricordato Mattarella, ci deve spronare a “non arrenderci all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori, a una democrazia a bassa intensità“.
Alessandra Rissotto



