Ottobre ci regala una festa, la Festa dei nonni, celebrata il 2 del mese, una festa molto sentita dai bambini ma che consente a tutti, anche solo per un attimo, di tornare bambini col ricordo e che offre uno spunto di riflessione sul ruolo dei nonni e degli anziani nella nostra società.
La scelta del giorno non è stata dettata dal caso, il 2 ottobre infatti la Chiesa celebra gli Angeli Custodi.
Papa Francesco, a questi angeli custodi del nostro tempo, nel corso di uno dei molteplici eventi che si svolgono in questo giorno, ha mandato un pensiero, definendoli “alberi vivi che, nonostante il peso degli anni, continuano a dare frutti”, “staffette e punto d’incontro tra generazioni”. Il Santo Padre ha auspicato la realizzazione di una autentica alleanza tra giovani e anziani, perché i nonni, gli anziani in generale, danno un contributo prezioso nella trasmissione di quei valori sempre più in caduta libera, in primis il valore della vita. Così la festa dei nonni ha riproposto il ruolo degli anziani non come peso per la società ma quali “pietre fondanti vive”.
Fu Silvio Berlusconi, durante il suo Governo del 2001, a volere questa festa, istituita il 31 luglio 2005 con la legge n. 159.
L’articolo 1 si apre con queste parole: “È istituita la Festa nazionale dei nonni quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”.
Dunque doppiamente eroi! Eroi perché sono un riferimento fondamentale per le famiglie dal punto di vista affettivo ma anche per gli aspetti organizzativi ed economici. Basti pensare ai tanti nonni che vanno a prendere i nipotini all’uscita da scuola, babysitter instancabili e affettuosi! E quanti di loro vanno in soccorso con la loro pensione alle esigenze più disparate delle famiglie più giovani, con situazioni di lavoro precario o di inoccupazione e di disoccupazione… ma questa è un’altra storia!
Sergio Mattarella non manca mai di ringraziare i nonni per lo svolgimento di un “compito così importante e così decisivo nella vita quotidiana di tanta gente nel nostro Paese” caricandosi di responsabilità “che sono dei pesi ma sono pesi che i nonni affrontano e sopportano volentieri, con grande dedizione, con grande impegno”… e con grande amore, ci permettiamo di aggiungere!
È lo stesso presidente a chiedersi se “la Repubblica fa tutto ciò che è necessario […] e se non si dovrebbe fare di più per avere una società che sia più a misura di bambini e di anziani”.
La denuncia dello stato di abbandono istituzionale verso la Terza Età giunge dal mondo politico oggi più forte che mai. Servizi sanitari inadeguati, prestazioni assistenziali insufficienti, pensioni “aggredite” e così via… tutte criticità che indeboliscono la società.
Il livello di sviluppo di un Paese è dato da un coacervo di fattori, tra questi la cura degli anziani che di quel Paese conservano la memoria merita il podio!
Rossella Cugliari


