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Il cantautore comasco Simone Tomassini e Kiera Chaplin presentano il brano “Charlot”

Maggio 13, 2020

Già da qualche giorno è disponibile su tutte le piattaforme digitali “Charlot”, l’ultimo brano di Simone Tomassini e Kiera Chaplin, nipote dell’icona del cinema muto Charlie Chaplin. Si esaudisce così per il cantautore comasco un sogno che aveva sin da piccolo. Infatti grazie ai racconti di nonno Felice, nato stesso giorno di Charlie Chaplin, e ai film che gli faceva vedere nel periodo della sua infanzia, si è innamorato artisticamente dell’attore e regista  britannico e lo ha preso come esempio per farne una filosofia di vita. “E cosa c’è di meglio, per rappresentare la filosofia e il pensiero di Charlie Chaplin, se non i suoi aforismi?” ha detto Simone che, dopo svariati viaggi per incontrare la fondazione che detiene i diritti di M. Charles Chaplin, ha ottenuto le autorizzazioni  dalla famiglia e dagli aventi diritto, e ha scritto  la canzone “Charlot” prendendo spunto dagli aforismi originali e  dai  pensieri dello stesso Chaplin.

Il cerchio si chiude con la straordinaria collaborazione di Kiera Chaplin, attrice, attivista e modella di fama internazionale. Il brano, prodotto da Marcello Mereu per l’etichetta “Cello Label”,  è stato arrangiato e scritto per orchestra da Alessandro Cirone e registrato da Antonio Aki  Chindamo presso Auditoria records. Il mixing è di Raffaele Stefani e il mastering di Giovanni Versari – La maestà.
 “‘Charlot’ non è solo una canzone, non è solo un’interpretazione e neanche solo un film o un personaggio cinematografico. ‘Charlot’ è un pensiero, una filosofia, un messaggio semplice ma efficace, profondo ma allo stesso tempo leggero da tramandare ad intere generazioni, un insegnamento da far arrivare a quelle persone che non lo ricordano o addirittura non lo conoscono. La vita non è un significato, ma un desiderio. Io credo che questo sia il completamento di un sogno. I sogni a volte si avverano e altre no. Ecco. Questo invece è un sogno che vive e che respira, che cammina, che piange e che ride. È un sogno che parla, che esplode. Un sogno che ha un bellissimo nome: Charlot. Sapete perché ho deciso di uscire ora con Charlot? Perché adesso più che mai abbiamo bisogno di una “Carezza” da Charlot. Tutti. E non potevo tenerla per me. Buon ascolto“, ha raccontato Tomassini.

Simone Tomassini

Kiera rivela poi un aneddoto riguardo questo brano “Lo scorso settembre mi chiama il mio amico Simone e mi dice: ‘proviamo ad andare a Sanremo con questo pezzo dedicato a tuo nonno?’ Accetto molto volentieri perché mi piaceva l’idea di poter portare le parole di mio nonno su un palco così importante. Purtroppo, non ce l’abbiamo fatta. Poi ci siamo sentiti qualche settimana fa e Simone mi ha detto: ‘forse questo è il momento giusto per far ascoltare questa canzone, le parole di Chaplin potrebbero essere un sollievo per questo momento di difficoltà’ e io ho accettato con entusiasmo.

Kiera Chaplin

La nipote d’arte si è poi soffermata sulla polemica che l’ha coinvolta in seguito all’uscita della pubblicità della Lavazza con in sottofondo il “Discorso all’Umanità” pronunciato da Charlie Chaplin nel film “Il grande Dittatore”: “Pochi giorni prima dell’uscita del nostro brano, è uscito lo spot della Lavazza e mi rendo conto, con stupore e anche un po’ di amarezza  che,  per molti, queste parole hanno sortito l’effetto contrario. Mentre il mondo sta ancora vivendo questa terribile pandemia che ha bloccato l’intero pianeta, il discorso de Il Grande Dittatore è più pertinente che mai, con il suo messaggio d’amore. Questo è il motivo per cui sono rimasta sorpresa dalle polemiche e critiche che Lavazza ha ricevuto per aver usato questo bellissimo discorso nel suo nuovo spot pubblicitario. Sono felicissima che usino le potenti parole di mio nonno per diffondere un messaggio di bontà e unità. Come può essere una cosa negativa? Tutti noi stiamo sentendo gli effetti del virus in un modo o nell’altro. Questo è il momento per ricordare a noi stessi i veri valori e l’amore dell’umanità nei nostri cuori. Forse, a distanza di tanti anni, non siamo ancora pronti ad un discorso che parla di convivenza, tolleranza e fratellanza tra popoli e questo è molto triste”. 

Diego Mandarà

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