
Questa bellissima Signora si chiama Isotta Gaeta, nome di battaglia Mira. A 16 anni entra come staffetta partigiana nella 107ª Brigata Garibaldi. Isotta era cresciuta in una famiglia di grande impegno politico. Padre e madre erano stati protagonisti nelle vicende della Torino rossa. Lei batteva a macchina i volantini che incitavano alla Resistenza e li trasportava, a rischio della vita, con la sua bicicletta. Isotta, già dal tempo della guerra, coltivava la passione per il giornalismo, ha lavorato per numerose riviste e, dal 1980, ha realizzato inchieste per il Corriere della Sera. Sempre dalla parte dei più deboli, in difesa delle donne, dei diritti civili dei detenuti. Fino all’ultimo, è stata in prima linea nell’impegno sindacale con “Stampa Democratica”, fondata da Walter Tobagi , con la ferrea convinzione che un buon giornalismo deve avere come stella polare l’autonomia e la professionalità.
Con la passione e il rigore che le erano propri, Isotta si impegnò in tutti gli organismi della categoria dei giornalisti: nel Direttivo dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, nella FNSI, nell’Ordine, nelle commissioni sindacali, nella commissione Pari Opportunità, nel Circolo della Stampa di Milano.
Animava molte iniziative culturali e politiche a dimensione europea e mondiale. E’ stata presidente del Festival Internazionale Cinematografico a regia femminile “Sguardoaltrove”. Organizzò la prima visita di giornaliste in Cina. Creò la Rete Italiana delle Giornaliste Europee. Ideò il Coordinamento Europeo dei Circoli della Stampa.
Sostenne iniziative in Francia e a Nizza in particolare, convinta che Italia e Francia avevano insieme un ruolo europeo.
Si adoperò perché fosse conosciuto l’impegno dell’Esercito Italiano durante la seconda guerra mondiale a difesa delle comunità israelitiche: la Quarta armata dell’esercito italiano che occupava la Provenza riuscì a impedire che molti ebrei venissero deportati in Germania, contrastando sia i militari nazisti sia la polizia del regime di Vichy. Grazie a lei, nel Consolato italiano di Nizza e a S. Martin Vesubie, sono collocate lapidi a memoria dell’impegno umano del nostro esercito.
Non dimenticò mai la parte della sua vita da partigiana ruolo e, con Bianca Guidetti Serra e Lydia Franceschi,pubblicò “L’altra metà della Resistenza” per valorizzare l’importanza della donna nella lotta di liberazione. Grande fu la sua soddisfazione quando il Comune di Cinisello Balsamo celebrò il 62° anniversario del 25 Aprile nominandola “Giornalista Partigiana della 107ª Brigata Garibaldi”. Isotta ci ha lasciati nel 2009. Il suo esempio vive.
Dedico a Lei questo 25 Aprile.
Alessandra Rissotto


