Wednesday, September 09, 2026

Cronaca

Università Iulm, e il ricordo viaggia “Dal Binario 21 ad Auschwitz linguaggio dell’odio”

Ottobre 28, 2019

Guarire dall’odio si può, ricordando i fatti e riconoscendo che la comunicazione è relazione che si basa sul rispetto della dignità dell’altro

Quando ricordare è necessario. E il vice presidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti (PD) è intervenuto questo pomeriggio al seminario e corso di formazione per giornalisti. Il “Dal Binario 21 ad Auschwitz linguaggio dell’odio”, che si è tenuto all’Auditorium dell’Università Iulm di Milano, moderato dal giornalista Enrico Fedocci. Al centro dell’incontro, il racconto di Liliana Segre, testimone sopravvissuta alla Shoah, divenuta in questi giorni vittima di attacchi personali sui canali social. Nel portare il saluto istituzionale al seminario di formazione, il vice presidente Borghetti ha espresso in apertura dei lavori a nome dell‘Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia la solidarietà alla Senatrice Segre. “Gli attacchi sconsiderati, gli insulti, che la senatrice è costretta ad affrontare, incentrati soprattutto su questioni come l’odio razziale, non devono capitare più – ha sottolineato Borghetti – . Si tratta di meschinità che non feriscono solo Lei personalmente, ma ognuno di noi”.

Nel commentare la toccante e lucida testimonianza di Liliana Segre, il vice presidente Borghetti ha rimarcato come “solo tenendo viva la memoria di quei tragici fatti si può evitare all’uomo la regressione alla quale siamo esposti ogni giorno. È pazzesco, infatti, pensare che si è addirittura classificata una nuova categoria di persone, quella dei cosiddetti haters, i seminatori anonimi di odio sui social network. Il rigore, la schiena dritta che i testimoni della Shoah hanno sempre tenuto, dimostrando di non avere alcuna paura rispetto a minacce e insulti, è il vero nutrimento della nostra società. E chiama tutti noi, a iniziare dalla politica, a un di più di impegno, intervenendo con urgenza sui meccanismi di controllo dei social media, perché i reati compiuti sulla rete non devono rimanere senza responsabili. E, all’aumentare della potenza dei mezzi di comunicazione, corrisponde, purtroppo, una diminuzione della qualità dei contenuti.”.

Nella foto Carlo Borghetti con la segnatrice Liliana Segre

Alessandra Pirri

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