Arte & Cultura
Un libro per raccontare i 75 anni di attività degli Ospedali Privati di Forlì: punto di riferimento che va oltre i confini
1950: la guerra era finita ma i segni della devastazione a Forlì. come ovunque, erano ancora vistosi. C’era, però, una gran voglia di rinascere e fu, in questo contesto, che, il 21 marzo 1950, una ventina di coraggiosi, in gran parte medici forlivesi e personaggi della migliore borghesia di allora, decise di dar vita ad una nuova struttura sanitaria, Villa Serena che diventerà la capofila di altre tre strutture che oggi compongono gli Ospedali Privati.
Le appassionanti vicende dei padri fondatori sono state raccolte con infinita pazienza e con amore in un volume, corredato da fotografie d’epoca, scritto dal professor Salvatore Ricca Rosellini, gastroenterologo ed epatologo internista e geriatra.

Il volume, presentato nel salone del Comune stracolmo di medici e di cittadini, ha raccolto un successo come raramente capita.
E questo per la passione e lo humor dell’autore che ha coinvolto il pubblico con storie straordinarie come, ad esempio le drammatiche vicende del dottor Markus Pordes, ebreo di Leopoli, oggi Ukraina, che nel 1938 su segnalazione della Questura di Milano, dove viveva, fu internato nel campo di Ferramonti di Tarsia vicino a Cosenza. Poi fu rinchiuso a più riprese nelle carceri di Pesaro, Urbino e Forlì, riuscì a scampare alle fucilazioni che nel 1944 si susseguivano nell’area dell’aeroporto cittadino.
Finalmente dopo la guerra riuscì ad esercitare la professione medica sostenuto dalla stima dei forlivesi. Fu tra i fondatori di Villa Serena.
Erano anni eroici.
“Pensi che ancora negli anni ‘50 – ricorda Ricca – si moriva per bronchiti, appendiciti, polmoniti, tubercolosi, anche se ricoverati in ospedale si moriva per malattie infettive perché non c’era un’ampia disponibilità di antibiotici”.
Oggi gli Ospedali Privati vantano specialità la cui fama ha oltrepassato i confini della regione e quelli nazionali.

“Proprio così – dice il professor Ricca – parlo della nostra oculistica, diretta dal professor Massimo Busin che è conosciuto in tutto il mondo per il trapianto di cornea. Nel 2015 sono stati eseguiti 649 trapianti. É il più alto numero di interventi in tutta Italia. Nel reparto del professor Busin ci sono undici specialisti e un numero variabile di specializzandi della scuola in Oftalmologia dell’Università di Ferrara.
Poi ancora cito la chirurgia ortopedica protesica anche con il robot e poi abbiamo creato il Centro Obesità e Nutrizione clinica, un centro multidisciplinare per una delle malattie del secolo, che raccoglie pazienti da tutta Italia”.
Non è una storia solo di sanità quella racchiusa nel libro di Salvatore Ricca, é la storia di una comunità, che può riscoprire nelle pagine le proprie radici e trovare in esse lo slancio verso il futuro.
Alessandra Rissotto



