Arte & Cultura
Triennale Decameron, lo scrittore Sandro Veronesi ricorda la colonna infame del Manzoni
“Il sospetto e l’esasperazione, quando non sian frenati dalla ragione e dalla carità, hanno la trista virtù di far prender per colpevoli degli sventurati, sui più vani indizi e sulle più avventate affermazioni”. (Alessandro Manzoni). E proseguono gli appuntamenti di Triennale Decameron – il format di Triennale Milano che invita artisti, designer, architetti, intellettuali, musicisti, cantanti, scrittori, registi, giornalisti a sviluppare una personale narrazione – con lo scrittore Sandro Veronesi, mercoledì 15 aprile. Nell’ambito di Triennale Decameron, Sandro Veronesi in conversazione con Gianluigi Ricuperati, scrittore e tra i curatori del Public Program di Triennale Milano, affronterà il tema “La colonna infame. L’architettura letteraria del lockdown ai tempi dei Promessi Sposi”. Perché Milano visse già una situazione simile. E il Manzoni lo raccontò in modo eccelso. I nostri due grandi autori del canone letterario italiano, Boccaccio e Manzoni appunto, si intrecciano dunque in un terzo periodo storico che li ricorda entrambi.Triennale Decameron è un progetto di Triennale Milano sviluppato a partire dallo spunto del Decameron di Giovanni Boccaccio, che narra di un gruppo di giovani che nel 1348 per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera e a turno si raccontano delle novelle per trascorrere il tempo. Tutte le novelle di Triennale Decameron sono trasmesse in diretta sul canale Instagram di Triennale; ogni giorno alle h 17.
Alessandra Pirri


