Cronaca
Torna La Notte dei senza dimora a Milano: in piazza Sant’Eustorgio la solidarietà accende una luce sull’invisibilità sociale
Quando Milano cerca di abbattere il muro dell’indifferenza. In piazza Sant’Eustorgio la casa diventa un diritto, non un privilegio. E sabato 17 ottobre, nel cuore storico di Milano, torna La Notte dei senza dimora: un appuntamento che da ventisei edizioni invita la città a guardare negli occhi chi vive ai suoi margini. Una notte in cui una piazza smette di essere soltanto un luogo di passaggio e si trasforma in una casa senza porte, senza citofoni e senza distinzioni. Una notte in cui chi possiede le chiavi di un appartamento può sedersi accanto a chi non ha più nemmeno un posto in cui lasciare le proprie scarpe. Il messaggio di quest’anno è essenziale e potentissimo: “La casa non è un privilegio”. Perché dietro ogni persona che dorme in strada, c’è una storia che merita ascolto, una dignità che non può essere cancellata e una domanda che riguarda l’intera comunità: quanto è davvero accogliente una città se lascia qualcuno senza un posto nel mondo? Una piazza antica, che mostra una ferita contemporanea.

L’appuntamento è direttamente in piazza Sant’Eustorgio, dalle ore 16, in concomitanza con la Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Dalle 16 alle 18 avverrà una merenda e l’evento ‘Magliando’, gruppo che lavorando a maglia prepara coperte, guanti, berretti per i senza dimora. Per tutto il giorno raccolta di materiale per confezionare kit igienici per senza dimora. Animazione, giochi di ruolo, di società, “caccia alle terrecotte”: delle piccole chiocciole in terracotta saranno nascoste in giro per la piazza con un messaggio sulla casa. Dalle 18 alle 19, incontro sulla lotta allo spreco alimentare, con Lamberto Bertolé, assessore al welfare e salute del Comune di Milano, Francesca Sozzi, Fondazione Ibva, Nicola Lamberti, Ad di PlanEat. Modera Maria Cristina Ceresa, direttrice di Green Planner. Dalle 19 alle 20 avverrà la premiazione della 10° edizione del concorso ‘Fondazione Isacchi Samaja’ degli artisti che vivono in strada per le sezioni. narrativa e poesia, arti figurative, fotografia. Infine, alle ore 20 è prevista una cena distribuita a tutti i partecipanti, preparata dalle associazioni organizzatrici della Notte dei senza dimora.

E la scelta del luogo ha una forza particolare. Sant’Eustorgio è uno degli angoli più antichi della Milano cristiana. La tradizione ne fa risalire la fondazione al 4º secolo, quando il vescovo Eustorgio avrebbe ricevuto dall’imperatore Costante le reliquie dei Re Magi, trasportate in città dentro un grande sarcofago di pietra. Secondo il racconto tramandato nei secoli, furono proprio i buoi che trainavano il pesante carico a fermarsi nei pressi di Porta Ticinese, indicando simbolicamente il luogo in cui sarebbe sorta la basilica. Nel 1162, durante le vicende legate a Federico Barbarossa, le reliquie furono trasferite a Colonia. Soltanto nel 1903 alcuni frammenti tornarono a Milano. Una storia fatta di viaggi, accoglienza e memoria. E oggi, davanti alla basilica, un’altra forma di viaggio si ripete ogni giorno: quello di chi attraversa la città senza avere una destinazione in cui sentirsi al sicuro. La piazza restituirà quindi un volto agli invisibili. Perché i senza dimora sono spesso presenze familiari e, contemporaneamente, sconosciute. Li incontriamo sotto i portici, vicino alle stazioni, lungo i marciapiedi. Talvolta abbassiamo lo sguardo, acceleriamo il passo, fingiamo di non vedere. Non sempre per cattiveria: a volte per paura, imbarazzo o per quella sensazione d’impotenza che nasce davanti a una sofferenza difficile da comprendere. Ma La Notte dei senza dimora prova a interrompere questa distanza. Per una sera, la piazza diventa uno spazio condiviso nel quale le persone non sono definite dal proprio conto in banca, dall’indirizzo di residenza o dalla possibilità di chiudere una porta alle proprie spalle. Si incontrano, mangiano insieme, ascoltano musica, partecipano alle attività e raccontano, quando lo desiderano, una parte della propria esperienza. Una festa che parla di diritti. Non è una soluzione alla povertà abitativa. È qualcosa di diverso, ma necessario: un’occasione per riconoscere che l’esclusione non è una condizione naturale e che nessuno dovrebbe essere ridotto alla propria precarietà.
La manifestazione è organizzata da Insieme nelle Terre di Mezzo ODV, con il coinvolgimento di numerose associazioni milanesi impegnate nell’assistenza e nel reinserimento delle persone in difficoltà.
Alessandra Pirri
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