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Spreco Alimentare, in Italia ogni anno si buttano 36 kg di cibo pro capite

Ottobre 25, 2019

Nel panorama dei divi mediatici, accanto ad attori e cantanti di grido, modelle, calciatori eccetera sono entrati di prepotenza anche gli chef ma spesso dimentichiamo che nel nostro paese con 5 milioni di poveri – ultimi dati Istat – per molti una tavola imbandita resta un miraggio. E questo a fronte dei 454 euro di cibo che ogni anno finiscono nella spazzatura di ogni famiglia  e che potrebbero invece essere recuperati a favore dei più disagiati.

Per concertare un impegno contro gli sprechi alimentari  nel convegno promosso dalla Bayer Italia nella sua sede milanese “Conosciamoci meglio. Non si butta via niente. A tavola senza sprechi”  sono state documentate le dimensioni del fenomeno, pesante anche in Lombardia dove si buttano 384 euro per nucleo, illustrando le strategie per combatterlo.

In primo piano le iniziative della Regione che dal 2006 ha avviato politiche del “diritto al cibo” mettendo in campo risorse crescenti. Per il biennio 2019-2020 il piano  di recupero e redistribuzione dei prodotti alimentari, con la collaborazione di enti no profit, da una dotazione iniziale di 2 milioni di euro è stato incrementato con ulteriori 550 mila euro  in modo da finanziare dieci progetti finalizzati a radicare un sistema di raccolta e distribuzione delle derrate.

L’obiettivo è di ridurre del 30 per cento lo spreco alimentare entro il 2025 e del 50 entro il 2030 in Lombardia. “Un obiettivo raggiungibile – sostiene l’assessore alle Politiche sociali della Regione Stefano Bolognini -: con la promozione dii buone prassi si può creare valore aggiunto nella realizzazione dei progetti di recupero e gestione delle eccedenze alimentari>.

Già con il piano 2017-2018  sono state raccolte dalle grande distribuzione, dalle imprese, dalla ristorazione  e da fonti private 20 mila tonnellate di cibo di cui hanno beneficiato oltre 57 mila famiglie.I progetti finanziati dal nuovo piano interessano due enti  che operano su dimensione regionale, (Banco Alimentare e Caritas Ambrosiana), altri due di livello provinciale (Progetto Insieme di Lodi e Maremosso di Brescia) e sei di primo livello( MT25 di Bergamo,Tempo Libero di Brescia, Banco Solidarietà di Como, Casa Volontariato d Monza, Progetto Arca di Milano, Non solo pane di Varese) che operano su dimensione locale.

Il “diritto al cibo” si combatte così.

Raffaele Biglia

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