La giovane pittrice sestese, Lucrezia Zaffarano, ha vinto il concorso “Milano da Vinci”, lanciato a dicembre 2018 con l’obiettivo di premiare le migliori idee di giovani creativi under 35, capaci di raccontare lo spirito innovatore di Leonardo da Vinci attraverso l’utilizzo dei nuovi media. Lucrezia, il grafico Matteo Carbonara e il film maker Andrea Sartori, hanno realizzato “Spolvero, il cenacolo rivelato”, progetto così definito da Simona Torre, segretario generale Fondazione Italiana Accenture. «Spolvero si distingue per la capacità di interpretare il genio vinciano in modo non convenzionale, coniugando tradizione e innovazione tecnologica. Siamo molto soddisfatti della proficua collaborazione con il Comune di Milano, Fondazione Stelline e la Scuola di Cinema Luchino Visconti, che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto». 
Spolvero è una tecnica che risale al Rinascimento e permette di disegnare su svariate tipologie di superfici. Si delineano con forellini ravvicinati le linee del disegno, si appoggia il cartone sulla prima mano dell’intonaco e vi si spreme sopra una finissima polvere di carbone che, passando attraverso i fori, lascia la traccia puntinata del soggetto. È il “prima dell’opera”, una presenza assente! Leonardo da Vinci utilizzava questo metodo probabilmente solo su alcune opere e nelle parti del dipinto che richiedevano una maggiore accuratezza nella resa dei dettagli del viso, delle mani, degli occhi, etc. I giovani artisti hanno realizzato un’opera multisensoriale, divisa in due parti: la scultura tangibile del Cenacolo di Leonardo Da Vinci, in scala 1:2, realizzata con una tecnica ispirata all’alfabeto Braille, è come una pagina da poter toccare; sulla parete opposta, in modo speculare, è proiettata la “costellazione” corrispondente, che riproduce l’opera d’arte scomposta in punti luminosi: a ogni punto braille corrisponde un punto luminoso, che compare toccando la parete.
La chiave di lettura è il ribaltamento di prospettiva, un gioco di scambio tra reale e non reale.
Chiedo a Lucrezia Zaffarano cosa ha provato nel progettare e realizzare l’opera. Risponde: “Il piacere che le mie idee prendano forma, il comunicare con le persone. La mia idea è una riflessione sulla cecità, porta a riflettere su come è lo stato di cecità. Sulla parete (2metri per 4) si toccano i punti e il rilievo. Abbiamo messo tre livelli di pittura per delineare il muro, la stoffa, la pelle. Toccando i contorni appare la costellazione luminosa, e si possono sentire, anche attraverso la distanza fra i punti, le diverse trame della pittura di Leonardo”.
Federica Mormando
Dal 13 settembre 2019 al 13 ottobre 2019
MILANO, Fondazione Stelline, c.so Magenta 61
ORARI: da martedì a domenica 10-20
ENTI PROMOTORI:
- Fondazione Italiana Accenture
- Fondazione Stelline
- Comune di Milano
ingresso gratuito
INFO: +39.02.45462.411 / [email protected]


