“È necessario che una donna lasci un segno di sé, della propria anima, ad un uomo perché, a fare l’amore siamo brave tutte!” (Alda Merini).
Poesia. Tanta poesia. E musica. Continuano gli appuntamenti di Visite in Versi a cura del Cetec presso lo Spazio Alda Merini. E il mese di ottobre è partito con una performance eccezionale. Presenti, il 1 ottobre alle ore 19, Donatella Massimilla, romana di nascita e milanese di adozione, regista, drammaturga, teatroterapeuta, ideatrice e realizzatrice di progetti artistici, teatrali e audiovisivi. E poi ancora, Gilberta Crispino, doppiatrice e attrice romana, figlia della doppiatrice Franca Lumachi e del regista Armando Crispino. E pure Elena Pilan, attrice di teatro.

Una serata tutta al femminile, dove poesia e versi e musica si sono incontrati nella cornice perfetta della stanza dell’indimenticabile Alda Merini. Perché Alda Giuseppina Angela Merini era questo. Musica e poesia. Donna icona del suo tempo. Una donna, la cui vita è stata segnata da momenti bui, che però è ancora viva. Lì, in quella stanza oggi ricreata alla perfezione in via Magolfa a Milano, in pieni Navigli. Lì, tra le sue cose meravigliosamente semplici e straordinarie. Lì, tra rose rosse appassite ma vigorosamente forti, su quel letto grande e quei mozziconi delle sue inseparabili sigarette, Alda Merini rivive ancora. Tra musica e poesia. Perché Alda Merini era – è! – amore puro. Un amore che trasuda dalle note del pianoforte. Dalla macchina da scrivere, sorella di sangue di chiunque ami la cultura fatta di parole. Lì, vicino al suo fantastico orologio da tavolo di Pikachu.
“Alda Merini era e continua ad essere amore – afferma Donatella Massimilla -. Lei viveva nel suo mondo, e poi lo trasmetteva all’esterno. La sua camera profuma di poesia. Amava le rose, specie se rosse. E ovunque, qui, ci sono le bruciature delle sue sigarette. Ricordava con dolore il periodo dell’internamento in manicomio, e ribadiva che, se avesse saputo quanto grande sarebbe stato il suo dolore lì dentro, si sarebbe uccisa prima di entrarvi”. Ma Alda Merini non è davvero morta. La poesia, quella vera, quella che trasuda amore, passione, sentimenti, quella non muore mai. Vive. E rivive. Nei versi. Nella musica. Dentro una camera sgualcita in una Milano sopita nei vicoli dei Navigli.
E il 1 novembre prossimo, in occasione dell’anniversario della morte della poetessa, lo Spazio Alda Merini ricorderà l’artista con un qualcosa di unico. Partirà dal Ponte Alda Merini, Naviglio Grande, per una passeggiata sotto ombrelli bianchi. Perché la poesia, quella vera, va custodita. In fondo, “Romanticismo non significa regalare rose. Romanticismo significa coltivarle” (Alda Merini).
Alessandra Pirri

Nella foto da sinistra Elena Pilan, Gilberta Crispino, Donatella Massimilla e Alessandro Venuto


