Società
Social Network, spengono le prime candeline le imprese che si distinguono, con l’amore, dallo sciacallaggio
C’è un mondo sommerso. Parallelo. In cui vero e verosimile si intrecciano. E poi, c’è il futuribile. Storie di vita. Di amore. Di passione. Di sesso. Di dolore. Di lacrime. Di gioia. Un turbine di ricercatori della verità, che chiama in causa cartomanti e veggenti per avere giustificazioni, indicazioni, pareri, consigli. E nella vetrina del 2020, dove il web diventa un mondo equidistante, a tratti quasi una cornice che sostituisce il quadro reale, un gruppo Facebook è diventato un call center. Anzi, di più. Un telefono che, come un amico, fino a tarda notte, mette a disposizione le proprie operatrici, affinché queste rispondano, aiutino, sostengano. Nato il 31 marzo 2019, ad opera della imprenditrice Rosalba Zappavigna, conosciuta anche come Desirè Albus, si tratta di un in-bound che permette di parlare, sfogarsi. Un centro diverso, in cui è possibile, per la prima volta nella storia di un call-center italiano, scegliere la propria operatrice preferita. Perché parlare con un estraneo, che poi smette di essere estraneo, non è affatto un aspetto da sottovalutare. E due quinti delle chiamate totali, avviene di notte. Quando l’ansia, la paura, la solitudine, possono diventare smarrimento.“Discrezione, professionalità e serietà, caratterizzano il centro – afferma la titolare Rosalba Zappavigna -. Niente di ciò che viene detto qui, trapela poi oltre la chiamata. Nemmeno tra noi colleghe. Essere di supporto, non è semplice. Ma l’empatia, il dialogo, la comprensione, sono alla base di ogni nostro contatto col cliente. Che diventa poi, col tempo, un amico, che a sua volta si affida alla nuova amica virtuale con fiducia”.
Era il 1968, quando negli Usa si andava affermando l’idea del call-center che, da lì a qualche decennio, sarebbe diventato una delle più importanti variabili delle politiche di marketing e la punta dell’icerberg di un cambiamento vorticoso. L’idea non si deve però a un geniale esperto di marketing, ma al pragmatismo di un giudice federale, che obbligò la Ford a istituire un numero telefonico gratuito per rispondere ai reclami relativi a un particolare modello di automobile immesso sul mercato. La società fu allora costretta a ricercare una soluzione che le permettesse di dare una risposta a tutti i clienti senza caricarsi di un onere, per i costi telefonici, eccessivamente alto.In Italia, con la circolare n. 1/2004, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha cercato di fornire un valido strumento di supporto agli organi di vigilanza con specifico riferimento ai contratti a progetto e a quelli di collaborazione coordinata e continuativa.Infatti, lo stesso Ministero ha inteso fornire specifiche istruzione per l’utilizzo di questi contratti, ponendo particolare attenzione al settore call-center.“Noi tuteliamo lavoratore e cliente – conclude Rosalba Zappavigna -. Un reciproco scambio di parole. Questo avviene. Non siamo vendita. Siamo un appoggio. Garantiamo la privacy al 100%. Non facciamo strozzinaggio. Doniamo amore. Siamo su Facebook. Su Instagram. Sul web col sito www.lecartedellamore.it. Non facciamo esoterismo. Quello non ci interessa. In un mondo di avvoltoi, mettiamo a disposizione i nostri doni. In primis, quello di immedesimazione”.
Alessandra Pirri


