Wednesday, September 09, 2026

Economia

Secondo il Centro studi di Unimpresa sarà boom di licenziamenti dal 17 agosto prossimo

Luglio 03, 2020

Eh sì, purtroppo quella del 17 agosto è una data da segnare sul calendario col pennarello rosso. Perché secondo il Centro studi di Unimpresa a partire da quel giorno scatteranno licenziamenti. Il 17 agosto, ci sarà il termine al blocco imposto dal decreto rilancio, si apriranno così le condizioni per un boom di licenziamenti da parte delle aziende. Insomma, una situazione occupazionale peggiore, sempre secondo il Centro studi di Unimpresa,  legata al Covid-19, di quella di 10 anni fa. Le ore di cassa integrazione usate nell’ultimo bimestre sono pari a 1,7 miliardi, da confrontare agli 1,3 miliardi di ore del 2010. Il congelamento dei licenziamenti prorogato dal decreto rilancio dal 17 maggio al 17 agosto 2020, si avvicina sempre più al capolinea e gli ammortizzatori sociali stanno terminando gli effetti, si tratta di indennizzi pari a 4,2 euro l’ora peraltro pagati con ritardi di oltre tre mesi. Secondo il consigliere nazionale di Unimpresa, Giovanni Assi: “Occorre un intervento immediato del governo affinché vari un sistema di incentivi, con sgravi contributivi e riduzioni delle aliquote, destinati alle aziende che, pur tra mille difficoltà, decideranno di mantenere i rapporti di lavoro nonostante la fine degli ammortizzatori sociali e nonostante, soprattutto, il perdurare delle difficoltà economiche-finanziarie”. 

Nello specifico  gli scenari che si apriranno saranno due, secondo Unimpresa, il primo più ottimista esclude un ritorno del contagio, prevede un pil in calo del 9,2% quest’anno e un recupero del 4,8% nel 2021: con questa ipotesi il numero degli occupati si ridurrebbe “solo” del 3,9% nel 2020. Nello scenario più negativo, invece, il pil potrebbe scendere addirittura del 13% con una conseguente riduzione degli occupati di oltre il 5%.  Assi aggiunge: “Si prospetta, pertanto, un autunno purtroppo caldissimo con la perdita di milioni di posti di lavoro subito dopo il 17 agosto. e tanto meno non può essere ipotizzabile una proroga del divieto di licenziamento nel momento in cui le risorse per gli ammortizzatori sociali sono evidentemente terminate e le cui condizioni come più volte denunciato sono al di sotto delle condizioni di dignità che la nostra Costituzione dovrebbe garantire ai nostri lavoratori”. In pratica cosa occorre secondo il Consigliere di Unimpresa?   “Servono misure a sostegno dell’occupazione che prevedano per le aziende che non licenziano per giustificato motivo oggettivo e comunque per cause inerenti alla crisi economica post Covid, una riduzione dell’aliquota contributiva ai propri dipendenti. Andrebbe quindi applicata, per un periodo di 12 mesi, l’aliquota in uso per gli apprendisti pari (mediamente) al 10% a carico dell’azienda e al 5,84%a carico del lavoratore, dando così tanto alle aziende quanto ai lavoratori (e alle loro famiglie) una boccata d’ossigeno. Queste agevolazioni, se si vuole evitare un tracollo degli occupati, devono giungere nell’immediato ed essere soprattutto da subito operative. Insomma, va seguita una strada diversa da quella intrapresa con l’agevolazione “Io lavoro” che avrebbe dovuto prevedere una decontribuzione totale per la quota dei contribuiti a carico del datore di lavoro per un periodo di 12 mesi per le nuove assunzioni di soggetti “svantaggiati”, ma che ancora oggi vede le aziende beffate: chi ha assunto confidando nello sgravio contributivo, si è poi visto costretto a versamenti pieni”.

Manuelita Lupo

Nella foto Giovanni Assi

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