Wednesday, September 09, 2026

In Evidenza, Politica

Scuola e istruzione: l’apoteosi delle scuse

Agosto 09, 2020

“Non ho finito gli studi per colpa di una malattia” dichiara Sergio Battelli, il grillino con la terza media addetto a guidare la commissione sui fondi UE. “Mi alzavo alle 5 per studiare per il concorso” si gloria la ministra Lucia Azzolina, Pubblica Istruzione. “Stiamo lavorando” (soprattutto di notte, come i pipistrelli, non si sa se perché fa più impressione, o perché così la giornata è libera) è ormai il mantra del presidente del Consiglio.

Queste frasi ed altre simili ricordano gli allievi che prendono insufficienze e lamentano con  arroganza: ”Ma io ho studiato!”. Grande equivoco, confondere i non risultati con le (anche millantate) cause degli stessi, pensare che le dichiarazioni di essersi impegnati giustifichino il non essere riusciti. Scusate, ho sbagliato a tagliare l’arteria perché ero tanto stanco. Se un chirurgo così dicesse, sarebbe radiato all’istante, e superprocessato. Perché il chirurgo incide immediatamente sulla vita delle persone, quindi immediata è la reazione. Anche i politici incidono sulla vita, ma evidentemente ce ne si accorge di meno. L’abitudine alle scuse ritenute valide risale alla scuola dal ’68. Tutti promossi, in terza media (anche Battelli) per via del diritto non alla cultura ma alla promozione. E risale anche alla errata interpretazione della psicoanalisi, che ha facilitato la strada di chi crede che dare la colpa a qualcuno sia un lasciapassare per qualunque orrendezza, crimini compresi: ha avuto un raptus…era depresso…infatti le perizie psichiatriche vanno a ruba per gli sconti di pena.

Tornando agli studi, la formazione della mente, della logica, la conoscenza della geopolitica, che comprende quella della geografia, dell’economia, della statistica, della storia, sono il minimo che si deve chiedere a chi esercita un potere. Soprattutto la formazione della mente è indispensabile, che certo non si raggiunge con il diplomino risicato e neppure con una laurea stentata. Si raggiunge con uno studio consapevole, serio, di molti anni. La formazione della mente, che sola  permette  di possedere spirito critico e capacità di riconoscere ciò che non si sa, di dubitare di ciò che si sa appena, di studiare nuove cose, di individuare consulenti capaci.

Probabilmente è l’ignoranza  che si vuole: persone realmente istruite sanno valutare, producono libero pensiero. Non le vogliono la scuola, sempre più inginocchiata al ribasso, non le vogliono i politici in carica, altrimenti non sarebbero in carica. Non la si vuole, la cultura, anche perché la popolazione ignorante è manovrabile. Anche da chi è ignorante altrettanto.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

GiornaleMetropolitano.com, prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie le opportune verifiche volte all’accertamento del libero regime di circolazione per non violare i diritti d’autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso di tale materiale, scrivete a [email protected]. La redazione stessa provvederà alla rimozione del sopracitato materiale.


Testata giornalistica registrata 11-12-2006 presso il Tribunale di Milano con il numero 746.

Designed by Ideacreativa.eu

SiteLock