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Scoprire il mare a Milano: sui Navigli l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia insegna ai giovani la passione del navigare
Sarà un fatto di suggestione ma, sentire quello che hanno detto i tanti giovani riuniti nella sede milanese dell’ANMI ( Associazione Nazionale Marinai d’Italia ) per la presentazione dei programmi 2024, fa proprio pensare che esista una “generazione Sinner”. Stessa semplicità di atteggiamento, stessa ritrosia nel mettersi in mostra ma, idee chiare,volontà di perseguire i propri obiettivi, gratitudine per chi ha permesso loro esperienze dure ma entusiasmanti.

Un chiaro richiamo alla storica Associazione – compirà fra poco 113 anni – che si prodiga per conservare la memoria di chi ha indossato per tutta la vita la divisa della Marina Militare e per far capire, oggi che non esiste più la leva obbligatoria, cosa vuol dire scegliere la vita di mare.

“Noi cerchiamo– dice il presidente Anmi Milano, Marco Scavone -, di suscitare quanto meno delle curiosità, ecco perché a livello nazionale curiamo le selezioni per un imbarco sulle navi scuola Vespucci e Palinuro e come sezione milanese reclutiamo ragazzi dai sette fino ai 16 anni per uno stage a bordo della goletta Pandora con il solo comandante e un nostromo”.
Questo accade durante i mesi estivi, durante l’anno scolastico, invece,l’Associazione predispone corsi di canoa, sup, dragon boat, e anche di voga alla veneta sfruttando una autentica gondola, ormeggiata sotto la storica sede, non quella in legno del 1911 ma quella realizzata nel 1974 dall’architetto Marco Zanuso, a forma di nave.
All’interno, oltre a una ricca biblioteca, importanti reperti di gesta gloriose come la cassa rapida immersione del “maiale“ sorta di piccolo sommergibile usato dalla medaglia d’oro Licio Visintini.
C’è dunque un profondo legame tra Milano, città di pianura e il mare che risale ai tempi dell’ unità d’Italia: molti marinai arruolati in Marina provenivano dalle imprese metalmeccaniche del territorio e dalle aule del Politecnico.

E questo legame perdura con la presenza a Milano dell’Ufficio tecnico Navale che ha il compito di affiancare le aziende costruttrici delle unità militari.
“Questo è un momento molto complesso dal punto di vista geopolitico – rileva il direttore di Utnav, capitano di vascello Gabriele Catapano – che richiede da parte della Marina Militare un impegno costante per assicurare la libertà della navigazione, la tutela delle risorse e delle attività economiche, la tutela di vite in pericolo. Abbiamo visto – sottolinea Catapano – l’importanza di nave Vulcano che, proprio in questi giorni, ha soccorso bambini palestinesi gravemente feriti, curati nell’ospedale all’avanguardia della nave prima dello sbarco in Italia.
Ovviamente siamo chiamati a partecipare a tutte quelle attività che organizzazioni internazionali come l’Unione Europea e la Nato decidano di attuare per garantire questi obiettivi. Per adempiere, nel miglior modo, ai compiti che dobbiamo affrontare, abbiamo bisogno di personale fortemente addestrato e di mezzi che siano adeguati alle esigenze dei tempi così come è previsto in un quadro di rinnovamento e di nuove acquisizioni che entro il 2030 porteranno ad un radicale cambiamento per la flotta della Marina italiana”.
Alessandra Rissotto



