Wednesday, September 09, 2026

Cronaca

Scoperto dalla Guardia di Finanza ad Albenga centro estetico irregolare

Settembre 25, 2025

I finanzieri del Comando Provinciale di Savona, nei giorni scorsi, hanno concluso un controllo fiscale e in materia di lavoro nei confronti di un esercizio commerciale adibito ad istituto di bellezza e cura della persona e a salone di barbiere e parrucchiere, operante nel territorio ingauno e gestito da una donna, di origini cinesi, residente in Albenga (SV).
L’attività svolta dalle Fiamme Gialle ha accertato come la ditta in questione, in concreto, impiegasse un lavoratore completamente “in nero”, per il quale non era mai stata effettuata alcuna comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore e avesse assunto, inoltre, altri quattro lavoratori in maniera del tutto irregolare, dichiarando, per l’attività svolta dagli stessi, ai fini del calcolo della “busta paga”, un numero di ore di lavoro cinque volte inferiore rispetto a quelle effettivamente prestate, a tutto anno delle ritenute e dei contributi da versare all’Erario.
Le operazioni intraprese a seguito delle perquisizioni hanno fatto emergere un contesto di gravi irregolarità lavoristiche; infatti, i militari hanno ricostruito, anche sulla base delle dichiarazioni dei soggetti interessati e dei clienti abituali dell’esercizio, come tutti i lavoratori fossero stati retribuiti, mensilmente, dalla datrice di lavoro con sistematici “fuori busta”, erogati in contanti, per circa due anni (n. 23 mensilità) sino al momento del controllo dei militari.
Pertanto le Fiamme Gialle hanno proceduto a inquadrare correttamente la forza lavoro, segnalando le irregolarità riscontrate ai competenti uffici dell’I.N.P.S. e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per la ricostruzione della posizione previdenziale e contributiva dei lavoratori e hanno redatto nei confronti della titolare, in relazione al lavoratore “in nero”, un verbale di accertamento unico e notificazione comminando sanzioni amministrative per 52.800 euro e, con riferimento ai quattro dipendenti irregolari, un verbale per violazione delle norme relative al pagamento in contanti dei dipendenti contenente sanzioni amministrative per un importo di 115.000 euro; sono state, infine, contestate ritenute non operate e ricavi non contabilizzati dalla ditta per oltre 30.000 euro.
L’attività svolta dai finanzieri si inquadra, nell’ambito delle prerogative e dei poteri concessi al Corpo nel settore della repressione del sommerso da lavoro, che ricomprende tanto le irregolarità riconducibili a un rapporto di lavoro non dichiarato (il c.d. lavoro nero), quanto le situazioni di regolarità soltanto formali a fronte di un salario e di condizioni lavorative ben diverse da quelle contrattualizzate (il c.d. lavoro irregolare). Entrambe queste fattispecie ledono fortemente la libera concorrenza e rappresentano un notevole danno sia per le imprese in regola sia per i lavoratori, sovente oggetto di sfruttamento.

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