Wednesday, September 09, 2026

Società

Sarzana si prepara per la XVII edizione del Festival della Mente

Luglio 30, 2020

La XVII edizione del Festival della Mente si terrà a Sarzana da venerdì 4 a domenica 6 settembre. Il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee è promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana e ha la direzione di Benedetta Marietti.

Nonostante i lunghi mesi di emergenza sanitaria il festival torna come appuntamento imprescindibile ponendosi come motore di una crescita non solo culturale ma anche economica e sociale. Quest’anno la manifestazione si presenta con un format nuovo, rivisitato, ma che mantiene l’impronta tradizionale e riconoscibile nel rispetto delle norme di contenimento del virus Covid-19.
Venti incontri in presenza di pubblico, contemporaneamente trasmessi in live streaming, per allargare la comunità del festival oltre i confini della città; 4 di questi incontri saranno ibridi, con un relatore a Sarzana che dialoga a distanza con un ospite in collegamento video. Il programma comprende anche sei contributi video di ospiti internazionali, realizzati appositamente per il festival e visibili solo online, sul sito e sui canali Facebook e YouTube nei tre giorni della manifestazione.
Il filo conduttore di questa edizione è il sogno, una parola dai molteplici significati, letterali o metaforici, che può essere declinata e interpretata in modo diverso dai relatori in ambito umanistico, scientifico, artistico, che rispecchia la natura multidisciplinare del festival e che si presta a generare riflessioni sul mondo contemporaneo.
«Ho in me tutti i sogni del mondo. È stato il verso di una poesia di Fernando Pessoa intitolata Tabaccheria a ispirare il filo conduttore della XVII edizione del Festival della Mente» dichiara Benedetta Marietti, direttrice del festival «In questi ultimi mesi la parola “sogno” ha acquisito un nuovo significato e oggi, dopo quello che è successo, simboleggia il desiderio di costruire un
mondo nuovo, diverso, più umano e sostenibile, che possa e debba ripartire dalla cultura. Attraverso le voci sapienti e appassionate dei suoi relatori, il festival può contribuire a dare una risposta ai nostri bisogni più profondi e a trasmetterci speranza. E proprio perché mette al centro l’idea e la pratica della condivisione, rappresenta uno straordinario ponte che unisce fra loro le persone, rispondendo così a una responsabilità sociale di cui l’interlocutore è la società intera».

Giuseppe De Lauri

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