A Roma la Chiesa Santa Croce in Gerusalemme porta questo nome perché costruita su terra portata dalla “Terra Santa”, dal monte Calvario, dalla Mamma di Costantino. Infatti la chiesa è retta sopra la terra portata dalla terra Santa. Elena portò anche molte reliquie custodite nella Chiesa; una parte della croce di Gesù uno dei chiodi e l’iscrizione della Condanna di Cristo. ”Titulus Crucis”; scritta in tre lingue – latino, greco ed ebraico, “IHS NAZARE REX IVDEORUM”, Gesù il Nazareno, Re dei Giudei”. Nel Medioevo la chiesa era chiamata Roma in Gerusalemme. La condanna di Gesù. Gesù sosteneva di essere il Figlio di Dio, e, come tale, di essere stato mandato per giudicare gli uomini. Quando i sacerdoti lo interrogano a riguardo, Lui risponde loro senza paura: “Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?”. Gesù rispose: “Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo”
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: “Che bisogno abbiamo ancora di testimoni?
Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?”. Tutti sentenziarono che era reo di morte”
Ma non sarebbe stata sufficiente la condanna da parte dei sacerdoti per mandare a morte Gesù.
La Giudea, dove Gesù viveva, era dominata dai romani, e solo all’Impero romano spettava decidere chi dovesse morire o meno.
Le autorità religiose ebraiche dovevano convincere il governatore romano dell’estremo pericolo rappresentato da Gesù, in modo che anche lui convalidasse la condanna.
Ponzio Pilato, messo alle strette dal fanatismo dei sacerdoti, accuserà Gesù per il suo proclamarsi Messia Re, mettendo in dubbio l’autorità legittima di Roma su quelle terre.
Questa è l’accusa con cui Gesù verrà mandato a morire, questo il titulus crucis, il cartello che veniva posto sulla croce per indicare la motivazione della condanna.
Gesù Nazareno Re dei Giudei.
Mauro Lo Sole


