Un tuffo di gioia, nel mare del Postino e in quello del Ciraccio, per una notizia buona che parla di futuro: Procida, Capitale della cultura 2022! L’isola accoglie colorata, nell’armonia dinamica delle case al porto, e subito regala profumi e sogni di fiori, col chiasso appena accennato d’isola viva, col silenzio della storia incisa nei portoni, nelle volte, nei palazzi. Isola che cede alla modernità giusto per render comodo il soggiorno, niente di più. Isola umile che non racconta a tutti i semplici eroismi dei suoi marinai, isola che racconta a chi vuole ascoltare in silenzio.

Procida, che non tutti conoscono, oscurata al turismo dalle isole vip vicine di mare. C’è tutto, nel suo piccolo spazio: la natura, la riserva di Venara, le spiagge per chi vuole destreggiarsi fra le onde, per chi esplora giù giù, per chi si gode il sole senza ambizioni sportive. Rosea al tramonto come Dolomitica è Terra Murata, la Terra Casata del Medioevo: case vicinissime, a far barriera ai pirati. Arroccata su una collina aspra di rocce, ricchissima di storia e arte dal medioevo all‘Ottocento, con l’abbazia di San Michele, che fra l’altro protegge una biblioteca preziosa di 8000 volumi antichi. Prezioso anche l’ex carcere dove si intrecciavano alle storie degli abitanti quelle dei detenuti, e delle opere nei tanti laboratori che funzionavano e ridavano vita a quelle vite. Sconfinata la vista sul mare, sorprendente quella su Corricella, magico gioco di casette su e dentro l’altra, che eppure stanno in piedi e vibrano di voci e strilli di bambini.
Non si può descrivere in breve Procida, profumata di limoni, traversata da vie viette e sentieri come fossero tanti luoghi diversi, nella quiete ravvivata da festival letterari e musicali, da sagre e processioni che non hanno ceduto al folklore.
Capitale della Cultura 2022: se lo merita, Procida, ed è un dono a chi ancora non la conosce e la visiterà.
Federica Mormando



