Società
“Preti fino alla fine” anche se anziani e malati, i sacerdoti over 75 della Diocesi ambrosiana sono 458
Sono quasi il 30% del totale i preti over 75 della Diocesi ambrosiana, pari a 468. Molti di loro sono in condizioni di salute precaria e vivono in strutture residenziali e di cura, altri invece vivono nelle loro abitazioni assistiti da badanti di giorno e/o di notte. Il rischio della solitudine e dell’isolamento coinvolge tutti, ma chi può, si dà ancora da fare svolgendo servizi pastorali. Quando il prete anziano o malato non ha qualcuno che si prenda cura di lui, interviene la Fondazione Opera aiuto fraterno (Oaf), nata nel 1996 per volontà del cardinal Martini. Sono 43 i sacerdoti ospiti in strutture e 46 quelli accuditi a domicilio. «Una fetta del clero ammalato – spiega don Massimo Fumagalli referente in Diocesi della Fondazione – viene seguita da medici e specialisti con il supporto di parenti, amici, parrocchiani volontari». In alcuni momenti, ammette, «arrivano talmente tante richieste che non sappiamo dove collocare i sacerdoti malati».
La struttura che attualmente ospita il maggior numero di preti anziani e malati è l’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone: il reparto San Vincenzo conta oggi una decina di sacerdoti che vivono in camere con bagno e condividono il pranzo e i momenti di preghiera insieme. In primavera saranno trasferiti in un’ala nuova ristrutturata che conterà 20 posti letto.
La storia di copertina de “il Segno” di marzo è arricchita da tre testimonianze di preti anziani: due ospiti alla Sacra Famiglia, don Mario Marangoni e don Enrico Alberti, che in un modo o nell’altro trovano la strada per rimanere collegati col mondo esterno; don Pier Michele Trovero invece vive ancora in casa sua con una badante, presso la Certosa di Garegnano; riesce a celebrare la Messa e, nonostante i suoi 90 anni e i problemi di salute, si tiene in forma ogni mattina con la cyclette. Tutti, ovunque vivano, si sentono e sono «preti per sempre».


