OUTSIDE THE WALL
Mi chiamo Alice Guazzo e non ho mai scritto su un giornale prima d’ora. Piuttosto esprimo la mia creatività sui muri, perché faccio la decoratrice di interni e la mia azienda (che gestisco con Carlotta Panzeri) si chiama Gouache.
Facciamo wall-art e in questo appuntamento periodico sulle pagine del Giornale Metropolitano inizio una nuova avventura: raccontare il mio lavoro e, perché no, dare qualche ispirazione per le vostre case con le immagini che verranno pubblicate. La mia rubrica si chiama “Outside the wall”. Vi racconterò tutto ciò che c’è “fuori dal muro”.
I punti di partenza, i ragionamenti e i motivi delle scelte prima, durante e dopo la creazione delle nostre pareti decorate a mano.
Un diario che non vuole solo raccontare il mio lavoro, ma tutto quello che c’è dietro, intorno e oltre. Proverò a trasmettervi tutta l’emozione di un lavoro antico fatto di cura e amore, un lavoro faticoso e bellissimo.
“Dopo tutto, non è facile sbattere il tuo cuore contro il muro di qualche pazzo furioso”.
(Pink Floyd _ Outside the wall)
Guardare, osservare, percepire
Mescolando il cemento con la cazzuola mi trovo a chiedermi “che valore ha un muro decorato?”, la domanda vi può sembrare strana, ma per me i muri sono un modo per esprimermi e per descrivere le persone, oltre ad essere il mio lavoro da più di vent’anni.
Per alcuni il valore di un muro decorato è dato solo dalla somma dei materiali che sono serviti a realizzarlo e dal tempo che ci è voluto, per altri invece il valore lo dà l’estetica gradevole, altri ancora riescono a sentire quello che voleva trasmetterci chi l’ha pensato e realizzato.

Siamo abituati a pensare che quello che percepiscono i nostri sensi (vista, udito, tatto, gusto, olfatto) ci riveli la realtà, ma nelle culture orientali non è così, la percezione si spinge oltre. Quello che noi occidentali chiamiamo sesto senso in Oriente viene tenuto in grande considerazione, tanto quanto gli altri cinque sensi. Negli ultimi anni le due culture si stanno confrontando e quello che per intuizione gli orientali hanno sempre pensato, viene spiegato e confermato dal metodo scientifico occidentale. Da secoli, in Oriente, a partire dalla medicina fino ad arrivare all’arredamento, l’energia è fondamentale e deve fluire libera.

La scienza occidentale ha dovuto scomporre e analizzare la fredda materia per comprendere che tutto è fatto di energia diversamente addensata e dilatata nello spazio e nel tempo. Se “drizziamo le antenne” possiamo percepire il mondo in modo molto più ampio. Fidandoci delle sensazioni, oltre che dei sensi e della conoscenza accumulata con l’esperienza avremo una visione completa e potremo così dare il giusto valore alle cose.
Partendo da questo principio, osservando il lavoro rappresentato nelle foto, potremmo vedere un muro di cemento con applicata della “foglia d’oro”. Un lavoro ben fatto, in quattro giorni, da tre bravi artigiani.
Con un po’ di conoscenza dell’argomento, invece, possiamo apprezzare un’elegante parete che concettualmente parte dall’architettura brutalista, ingentilita da un’unica linea d’oro in rilievo. Un effetto che crea un disegno geometrico con evidente richiamo al periodo del proibizionismo americano in stile grande Gatsby, anche se contemporaneo e meno impegnativo.

Se apriamo il nostro cuore, infine, possiamo percepire un’atmosfera particolarmente piacevole, questo muro di cemento e oro farà da sfondo ad una nuova fase della vita delle persone che abiteranno la loro prima casa insieme. Un luogo neutro e materico, dal quale plasmare una nuova famiglia. Due vite si uniscono, due linee si fondono, si collegano ad altre linee e queste ancora ad altre, qua e là qualche linea si perde, ma il disegno non crolla, si ripete e si sostiene.

Il valore di un’opera, di qualsiasi tipo, penso che sia una miscela pregiata di sensibilità e consapevolezza, filtrata dalla mente di chi la realizza. Può piacere oppure no, ma deve emozionare. Nel nostro caso deve piacere agli occhi e al cuore del nostro committente. Gli artisti invece devono suscitare emozioni negli spettatori, trasmettere la loro visione del mondo e del momento, più emozioni generano e più alto è il valore della loro opera. In questo caso l’emozione può anche non essere positiva, deve impressionare, provocare, turbare, far pensare.
L’artista è come una moka, filtra il mondo, lo interpreta e lo serve espresso. Per alcuni può essere troppo amaro, la conoscenza lo addolcisce, il tempo lo diluisce, ma il vero aroma lo apprezzi solo quando è puro e bollente. “Espress yourself!”.
Alice Guazzo



