L’una di notte, tanti anni fa: appuntamento con Crocetti, caldeggiato da Maria Luisa Spaziani. Lui finiva il turno al Giornale e iniziava quello dell’amore: per la poesia. Da non molto tempo era nata l’edizione Crocetti: libretti preziosi, in carta bella, editing esteticamente perfetto. Io gli presentavo il mio esordio, lui aveva appena pubblicato il delizioso primo libro di Vivien Lamarque “il signore d’oro “. E mi parlava di Ritsos e di Ada Merini,allora non ancora davvero scoperta, di cui lui aveva capito il genio. Ha pubblicato il mio primo libro “Vai qui” che secondo lui andava ancora rivisto. Ma io avevo fretta!
Gli si vedeva in volto, nell’espressione serissima, caparbia: Crocetti aveva in cima a pensiero desiderio e volontà la diffusione della poesia. Un po’ burbero. Niente di brillante, nessuno spasimo di successo personale. Il suo successo era realizzare il progetto: diffondere poesia vera. Ce l’ha fatta, per decenni funambolo fra notti insonni e acrobazie di conti in rosso. Animato dall’amore vero, quello che preferisce perdere la propria creatura piuttosto che rischiarne la morte. L’amore vero, che l’ha spinto a cedere Poesia a Feltrinelli. Scelta prestigiosa, avvenire assicurato, che spero puro nelle scelte come lo è sempre stato. Immagino la gioia dispiaciuta nel cedere. Crocetti ha 80 anni:io credo, e gli auguro, che realizzerà nuove idee. Il tempo c’è ancora!
Federica Mormando



