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Nemici invisibili

Febbraio 11, 2020

Come viaggiatori che sentano un passo minaccioso, e roteino su se stessi per capire chi, cosa, da dove stia arrivando, così pericoloso da non saper neppure dove nascondersi e tanto meno come difendersi. Siamo noi.  Frecce avvelenate paiono giungere da ogni dove, inattese, che ci trovano impreparati, paurosi, disarmati, instupiditi.

Il danno vero, non l’abbiamo riconosciuto: si è infiltrato adagio, travestito da jolly (che rende il gioco favorevole sempre). È stato il benessere, il desiderio trasformato in impulso subito soddisfatto o rateizzabile. La medicina che non solo guarisce ma previene, la velocità che spacca i limiti del tempo, le macchine che ci sostituiscono, efficienti come piccoli supereroi, eccetera.

Invulnerabili, in questo nostro mondo europeo di pace e apparente libertà. Poca fatica per credersi istruiti: studi facili e lauree accessibili. Non ultima, l’illusione di essere facilmente protagonisti, ad esempio per lo scribacchiar sui social. Nella selva di diritti, si è diffusa l’impressione che tutto sia dovuto, insieme a una scontentezza acritica. Perfino la morte in questo quadro poteva sembrare un’importuna non avente diritto. Una sorta di eden, in cui moltissimi dichiaravano che l’obiettivo riguardo ai figli era che fossero felici. Felici. Non coraggiosi, forti, avvezzi a conquistarsi il proprio mondo. Ed ecco incrinarsi il castello, crollare qua e là. Crisi, licenziamenti, pioggia di catastrofi da ogni media: attentati, virus, incidenti, e la cronaca che ci fa la doccia perpetua di disgrazia. Il futuro non si può più immaginare come un indolore prolungamento del presente, ma a poco a poco diventa un’incognita. Abituate a considerare scontato il ben vivere, moltitudini di persone sono oggi smarrite e alla ricerca di mantra e conforti, di genitori che non sanno a loro volta essere. Sono una massa dipendente, arrabbiata contro qualcuno cui dà la colpa. Invece in realtà, per chi sa scoprirlo, questo è un momento di rinascita. Per uscire dalle difficoltà ci vuole inventiva, coraggio, speranza, fiducia in sé. E imparare a stare all’erta, a cogliere le occasioni. E anche a rinunciare, e ad essere felici quando riusciamo ad avere qualcosa, a conquistare qualcosa. Passin passetto torna il bisogno dell’alleanza, sia in famiglia, sia con amici in carne ed ossa, fuori dal quadretto dello smartphone. Ogni crisi è un setaccio: chi resta sopra ai buchi, ce la fa, riesce a prendersi in mano il futuro. E chi ha figli ancora piccoli, deve insegnare loro che vivere è un dono, e anche il tempo, che va usato per costruire e costruirsi: attivi, forti, capaci di soffrire e quindi anche di essere soddisfatti. E la felicità? Accade, come un lampo in cielo. Quando arriva, ricordiamocela bene: non è un diritto, è semmai più simile alla virtù.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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