La paura del virus ha tante espressioni (depressione, apatia, negazionismo, patofobia, aggressività…).
A questa paura si aggiunge quella di essere su una nave con condottieri balordi. Tante volte ho lamentato la progressiva assenza di formazione della mente alla logica, dalla scuola di infanzia in poi, dal ’68 in poi. Ma non tutti sanno cos’è, la logica: anche chi la possiede, sovente non sa come si chiami.
Si insegna meglio facendo esempi. Ed eccoci immersi, negli esempi. L’ultimo in ordine di tempo: aprono i negozi l’ultima domenica prima di Natale (l’ultima è il 20, in odore di superchiusura). E ristoranti, ma fino alle 18, quindi, nel rispetto di tutte le norme, l’unica possibilità è il pranzo. Poi si stupiscono che ci sia folla, folla che sarebbe stata assai minore con aperture calibrate. Per inciso, lo stesso genere di negozi aperti in città è chiuso nei centri commerciali. Quindi, se si vuol fare uno straccio di regalino, in città bisogna andare.
Prevedibile che tanta gente si sarebbe riversata nell’unico giorno possibile, visto che gli umani di solito gli altri giorni lavorano. Ma la previsione, cioè il tirare le conseguenze delle azioni, fa parte della logica.
Altro esempio: proibito (era) uscire dal comune. Dare un’occhiata a come sono i nostri comuni italiani? Troppo difficile, per chi la logica non ce l’ha: trattavasi di collegare più dati e trarne le conclusioni. Qualcuno ha avvisato i padroni che moltissimi comuni sono piccoli e piccolissimi, non hanno negozi…Saputa la novella, ecco la correzione: possibile uscire dai comuni piccoli, magari per andare in quello limitrofo, che potrebbe essere ancora più piccolo…
Quindi correzione all’ultimo momento. Idem, per chi volesse approfondire, per quanto riguarda sanità, acquisto e distribuzione vaccini,
Ecco: logica è raccogliere dati nella mente, collegandoli e prevedendone le conseguenze. Capire le conseguenze, prevede di conoscere e capire la cause.
Siamo su una nave il cui capitano di metro in metro corregge la rotta, accorgendosi all’ultimo di uno scoglio, che sulla mappa non aveva guardato. Lo sapeva, che ci sono le mappe?.
A proposito dei dati di cui siamo noi passeggeri a doverci accorgere, anche le espressioni del viso sono significative, parlo del viso e dei visi che su schermo ci perseguitano più volte al giorno ogni giorno.
Chi ha avuto occasione, cioè chiunque abbia la TV, di osservare Angela Merkel, ha dovuto notarne il dolore. Dolore per la sua gente che si ammala e per quella che muore. Dolore per i danni economici, cioè del livello di vita, sempre della sua gente. Passiamo alla costante inespressività del-dei capitani. Traiamo le conseguenze: la prima partecipa coscientemente alle vicende del popolo che guida. Il secondo se ne infischia. E fra i dati che dobbiamo considerare per ritenere credibile un capo, c’è anche calibrare, quale sia da parte dei capi, la coscienza e la partecipazione alla realtà che i cittadini devono vivere, alle condizioni di vita e di animo in cui stanno.
Peccato che su quella nave ci siamo noi. Tutti, o quasi.
Federica Mormando

Psicoterapeuta e psichiatra


