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Molti adulti ce l’hanno con i ragazzi. Invidia, timore della concorrenza?

Maggio 26, 2020

Una verità che non si dice: moltissimi adulti ce l’hanno con i ragazzi. Ne invidiano la bellezza, l’energia, la leggerezza dei loro passi che volano per le vie. L’emotività prorompente, la capacità di innamorarsi incondizionatamente. Ne invidiano il futuro, la spontanea fiducia nell’avvenire, l’illusione dell’invincibilità. L’illusione di poter cambiare le cose. Ne temono il valore, la concorrenza anche nei lavori. Schiacciare la giovinezza e reprimerne le potenzialità è un modo per conservare un potere. L’altro modo è manipolarli.

Niente di strettamente personale: ho avuto la gioia e la fortuna di insegnanti straordinari che gioivano dei miei progressi, di adulti che mi hanno aiutato nel lavoro come nelle crisi di gioventù. Ma accanto a questi idealisti meravigliosi, quanti tesi soltanto a scoraggiare, a criticare: tutti segnali di paura. Molti giovani non immaginano che gli adulti possano invidiarli, credono che l’adulto, realizzato, grande, non possa temere l’uccelletto che inizia a volare: e si fanno fregare.

Fino al momento che l’oppressione diventa troppa: e nascono ribellioni.

Di questo odio abbiamo esempio dalla stampa. Ed ecco un pasdaran rispettare le regole tanto da multare due che a dispetto delle regole stesse si abbracciano, due tanto ingenui ed onesti da dichiarare che non convivono (ma se convivessero, che bisogno insopprimibile avrebbero di abbracciarsi in strada?!). Ecco i ragazzi colpevoli di contagi, per qualche gruppo senza mascherine, gruppi che basterebbe poco a disperdere. Invece, il geniale provvedimento: no bevande d’asporto dopo le 19 (cioè da prima di cena). Non cedo alla tentazione di dilungarmi sule incongruenze dei provvedimenti, ma protesto fortemente contro la diffamazione alla categoria “ragazzi”. Quelli bravi a scuola, quando una parvenza di scuola c’era, umiliati per essere messi alla pari coi lazzaroni. Quelli generosi del tutto ignorati, a meno che non partano per l’Africa. Quelli che assistono i genitori, paiono spariti. Quelli che nonostante tutto cedono il posto nei tram, ignorati, come quelli che non si drogano, non si ubriacano, non sperperano i soldi di genitori laboriosi.

Quando ero giovane io pareva che la gioventù fosse tutta bruciata, oggi tutta dissennata.

E la non-gioventù? Ammetto che ce ‘è anche per gli adulti, di poche lodi a quelli bravi e molta pubblicità ai corrotti. Che ci sia qualche adulto più adulto che i buoni li teme a prescindere dall’età?

Federica Mormando

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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