Cronaca
Milano, tumulate al Museo Monumentale le spoglie del giornalista Enzo Baldoni ucciso in Iraq nel 2014
Per non dimenticare il coraggio. E questa mattina, il presidente del Consiglio comunale di Milano Lamberto Bertolè ha partecipato in rappresentanza dell’Amministrazione, con la famiglia e gli amici, alla tumulazione presso il Cimitero Monumentale delle spoglie di Enzo Baldoni, giornalista free lance, docente di comunicazione e volontario, rapito e poi ucciso in Iraq nel 2004.
Era il 2004. Il 26 agosto. Iraq. L’Esercito islamico annunciava di aver giustiziato l’ostaggio italiano rapito, su ordine del suo legittimo tribunale. L’Esercito dichiarava che l’esecuzione dell’italiano rispondeva al rifiuto del Governo italiano di ritirare i suoi soldati dall’ Iraq entro 48 ore. Un macabro comunicato, con il quale il gruppo terroristico rivendicava l’uccisione di Enzo Baldoni. In un primo momento, sembrava che il comunicato accompagnasse un video fatto avere all’emittente Al Jazeera la quale, come già era successo per l’altro ostaggio italiano Fabrizio Quattrocchi, si sarebbe rifiutata di trasmetterlo perché troppo cruento. Il video, secondo quanto era trapelato, avrebbe contenuto pochi fotogrammi. Ci sarebbe stata una colluttazione e poi l’uccisione del giornalista, forse con un colpo di pistola. E la Procura di Roma aveva già fatto sapere che avrebbe chiesto al Qatar, paese nel quale si trova l’emittente Al Jazeera, di acquisire il video. Del freelance italiano si erano perse le tracce il 19 agosto, quando si trovava con un convoglio della Croce Rossa diretto a Najaf. Il giornalista era poi ricomparso il 24 agosto in un video trasmesso da Al Jazeera, nel quale un sedicente esercito islamico dell’Iraq dava due giorni di tempo al Governo italiano per ritirare le truppe dal Paese. L’ultimatum era scaduto. Baldoni veniva assassinato.
“Enzo Baldoni – ha dichiarato Lamberto Bertolè – è stato un uomo di pace che credeva fortemente nel giornalismo libero e di inchiesta come strumento fondamentale per promuovere libertà e democrazia. Per i milanesi, oggi Baldoni è una stella luminosa che infonde coraggio e determinazione nel poter cambiare le cose, come lui fece in prima persona, raccontando la guerra e denunciando le tragedie che da essa derivano. Milano oggi fa un altro passo per onorare un uomo che ha dato così tanto a tutti noi”.
Alessandra Pirri


