Tuesday, September 08, 2026

Arte & Cultura

‘Milano Design Week’: Rosewood presenta “Object that Speak, mostra in onore di Andrea Branzi 

Aprile 22, 2026

Aria di debutti alla Design Week. Partita il 20 aprile scorso, è già un successo unico l’esposizione curata da Rosewood su Andrea Branzi, che torna al centro della Milano Design Week 2026 con la mostra “Objects that Speak”. Nella Zona di Porta Garibaldi, in via Carlo De Cristoforis 1, va in scena fino al prossimo 26 aprile la visione curatoriale di Rooswood sul grande artista scomparso 3 anni fa. La mostra, che rende omaggio all’architetto e designer italiano Andrea Branzi (1938–2023), rappresenta un dialogo suggestivo tra arte e design. Una selezione in anteprima mondiale che presenta una scelta delle opere tarde di Branzi, tra cui 15 delle sue iconiche lampade a cupola, insieme a opere di artisti e designer contemporanei presenti in cinque proprietà Rosewood. Tra queste, il simbolico “Love Catcher” dell’artista e designer spagnolo Jamie Hayon, un modello della scultura di otto metri installata al Rosewood Villa Magna, e “Bonsai” dell’artista visivo britannico Marc Quinn, una scultura in bronzo simile a quella del The Chancery Rosewood di Londra.

All’avanguardia del movimento del design Radicale in Italia, Branzi è stato fondamentale nel gettare le basi per una cultura del design postmoderno in cui narrazione, simbolismo e atmosfera erano considerati importanti quanto la funzionalità. Negli Anni tra la metà dei Sessanta e i Settanta, Branzi ha poco più di trent’anni. Si forma nel clima della contestazione, della critica alle istituzioni, della crisi delle certezze moderniste e dell’espansione insieme seduttiva e violenta della società dei consumi. È il momento in cui in Italia cambia statuto anche il progetto. Il design smette di coincidere pacificamente con l’idea di buon prodotto industriale. La casa, la città, il paesaggio, l’interno domestico, l’oggetto stesso non sono più semplicemente cose da disegnare meglio, ma campi da attraversare criticamente.

Così nasclo stile di Branzi. Non un insieme di episodi sporadici e laterali, ma il tutto come sintomo di una stagione in cui il design poteva ancora funzionare come postura nei confronti del mondo, presa di posizione sul presente. “Andrea Branzi ci ha mostrato come il design rifletta la cultura distinta di un tempo e di un luogo. Rosewood usa la stessa intuizione quando commissiona nuovi lavori a designer di tutto il mondo”, afferma il curatore della mostra Deyan Sudjic, direttore emerito del Design Museum, che ha conosciuto il designer per molti anni. Perché Branzi ha fatto dell’eccedenza rispetto all’oggetto la cifra di un’intera carriera, non solo un tratto di stagione. Ha tenuto aperta la possibilità di una figura di architetto-pensatore, capace di ambizioni speculative e teoriche. Ha sempre rifiutato la necessità di incasellarsi in ambiti o pratiche specifiche. È sempre rimasto in ascolto.

Orari di apertura:

  • Mercoledì 22 Aprile

h. 10:00—15:00

  • Giovedì 23 Aprile

h. 10:00—19:00

  • Venerdì 24 Aprile

h. 10:00—19:00

  • Sabato 25 Aprile

h. 10:00—19:00

Alessandra Pirri 

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