MILANO – “Regione Lombardia da sempre esprime gratitudine e riconoscenza verso tutte le realtà che, come ‘Fondazione Mariuccia’, lavorano per accrescere il benessere della comunità dedicando attenzione e cura nei confronti dei più fragili tant’è che ha come obiettivo la valorizzazione e lo sviluppo del terzo settore”. Lo ha detto l’assessore alle Politiche sociali, Abitative e Disabilita’ di Regione Lombardia Stefano Bolognini, intervenuto alla cerimonia per i 117 anni di fondazione dell’Asilo Mariuccia di Milano
“La Lombardia – ha affermato Bolognini – è stata la prima Regione in Italia ad approvare un Testo unico sul volontariato, la legge regionale numero 1 del 2008, che ha conferito un profilo unitario al settore, riconoscendone il valore primario a livello sociale e individuandolo quale partner della pubblica amministrazione per la realizzazione integrata delle politiche di welfare”.
L’asilo Mariuccia, nato nel 1902 per volontà di Ersilia e Luigi Majno per ricordare la figlia più piccola, Mariuccia, morta l’anno prima di difterite, offre pronta accoglienza e ospitalità a mamme con bambini spesso con esperienze di vita pericolose o provenienti da ambito familiare a rischio. Fin dalle sue origini, si prefigge lo scopo di promuovere, attraverso la formazione e il lavoro, la crescita e il benessere fisico e psicologico, il raggiungimento di una piena crescita individuale, di una piena autonomia delle donne e dei loro figli, mirando alla loro integrazione sociale e
all’inserimento lavorativo.

Il mondo associativo in Lombardia rappresenta una realtà vivace con oltre 8.000 iscritti ai registri regionali. Secondo i dati Istat del 2016, elaborati recentemente dalla Camera di commercio di Milano, la Lombardia rappresenta la regione più virtuosa in questo ambito dove un lombardo su sette è impegnato ad aiutare gli altri e il 20% della popolazione finanzia associazioni di volontariato che si occupano di sociale.
“La presa in carico della coppia bambino-mamma – ha continuato l’assessore regionale – rappresenta il momento più importante delle attività che la Fondazione svolge, nella convinzione di dover garantire ad entrambi ogni possibile supporto per il recupero e sostegno delle competenze genitoriali. E’ di evidenza la grande attenzione che viene indirizzata all’intervento educativo, come strumento riparativo delle esperienze traumatiche vissute dalle mamme, dai bambini e dai minori in genere: gli educatori infatti sono presenti 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Possiamo quindi parlare di un vero e proprio ‘modello’ Asilo Mariuccia, frutto dell’esperienza maturata in oltre un secolo di attività, che si è evoluto nel tempo mantenendo una forte connotazione innovativa. Un ulteriore elemento qualificante dell’attività svolta dall’Asilo Mariuccia è la capacità, attraverso le strutture di accoglienza, di creare rete all’interno di percorsi di condivisione con i Servizi sociali territoriali e, quando previsto, con il Tribunale dei minori”.
Nell’ambito delle singole progettualità e dei rapporti sviluppati nelle reti, assume un rilievo significativo l’aspetto dello spazio socio-occupazionale offerto alle persone accolte, attraverso la realizzazione di appositi corsi di formazione finalizzati al loro reinserimento nel mondo del lavoro.
“La grande sfida che coinvolge chi lavora in ambito sociale – ha concluso Bolognini – ci vede impegnati nella costruzione di reti significative ed efficaci per l’avvio di progetti di vita. A tal proposito, tutte le componenti sociali del territorio coinvolte a vario titolo potranno essere e sentirsi protagoniste, all’interno di un quadro integrato di interventi finalizzati al reinserimento pieno e concreto delle persone svantaggiate nella vita di relazione”.


