Wednesday, September 09, 2026

Economia

Milano, capitale dei brevetti, candidata dal Governo italiano a sede ospitante europea

Ottobre 29, 2020

Proprietà intellettuale e tecnologia. In attesa che i Paesi europei decidano sulla città che ospiterà il Tribunale Unificato dei Brevetti – dopo che Londra è uscita dai giochi per la Brexit – Milano, candidata dal Governo italiano a sede ospitante, diventa teatro di alleanze tra Istituzioni per la tutela della proprietà intellettuale. Del resto, Milano è la città più innovativa d’Italia. Nel nostro Paese, oltre 1 brevetto su 3 viene depositato nel capoluogo lombardo. Infatti, su un totale nazionale di 56.420 domande di brevetto depositate nel 2019, Milano con 19.945 domande e un peso pari al 35,3% rispetto al dato nazionale si attesta la prima provincia italiana per numero di brevetti depositati. Seguono Roma con 14.371 domande (è il 25,4% del totale nazionale) e Torino con 10.283 domande (18,2%). Tra le Regioni, il primato spetta alla Lombardia, che per numero di domande di brevetto depositate rappresenta il 37,8% del totale nazionale, con 21.477 domande. (Fonte: Uibm-Mise 2019). Per aiutare le imprese e i professionisti nelle controversie in materia di proprietà intellettuale e tecnologia, la Camera Arbitrale di Milano e il Centro di Arbitrato e Mediazione Wipo (World Intellectual Property Organization Arbitration and Mediation Center), agenzia dell’Onu, hanno siglato un Accordo di collaborazione che promuove lo strumento della mediazione. La mediazione è la via più vantaggiosa per le parti per arrivare in tempi rapidi all’accordo (anche in 24 ore). In Camera Arbitrale di Milano e in Wipo le parti giungono all’accordo nel 70% dei casi.

 Quattro i punti dell’Accordo. Le due istituzioni, la Camera Arbitrale di Milano e il Centro di Arbitrato e Mediazione Wipo:

1) amministrano insieme le procedure di mediazione (sulla base del regolamento WIPO) per le controversie sui temi di proprietà intellettuale e tecnologia, dove una delle parti della lite è straniera;

2) hanno redatto una clausola standard che imprese e professionisti possono usare nei contratti;

3) hanno stilato una lista di mediatori con esperienza specifica;

4) si impegnano a diffondere la mediazione in ambiti ancora tradizionalmente legati al tribunale.

A differenza della causa in Tribunale, la mediazione consente alle parti di mantenere il controllo sul procedimento, sull’esito, sui tempi e sui costi, che sono individuabili in anticipo. La mediazione permette alle parti di scegliere un mediatore, con specifiche competenze nella gestione del conflitto in materia di proprietà intellettuale e tecnologia. La mediazione garantisce il mantenimento della relazione commerciale (spesso si tratta di contratti di durata come la distribuzione, l’agenzia) che verrebbe compromessa da un giudizio, da dove escono vincitori e perdenti (non sempre nei fatti). Si aggiunga poi l’assoluta riservatezza (in alcuni casi, ad esempio quando si dibatte della autenticità di un’opera, rendere pubblica la questione può significare andare incontro a un probabile deprezzamento). Vi è infine la possibilità di discutere di questioni in un’unica sede, mentre, se la questione è portata davanti a un giudice, si potrebbe dover litigare in molteplici giurisdizioni. Alcune tra le aree maggiormente interessate dalle controversie in materia di proprietà intellettuale e tecnologia sono le licenze di marchi e brevetti, il diritto d’autore e la gestione collettiva del diritto d’autore, contratti di franchising e distribuzione, contratti relativi a software e IT, contratti di produzione e distribuzione di format Tv. “Gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, nell’ambito della tutela della proprietà intellettuale, – ha dichiarato Stefano Azzali, direttore generale della Camera Arbitrale di Milano – sono ad oggi ancora poco conosciuti e quindi poco diffusi, ma quando vengono utilizzati dagli avvocati e dalle parti i risultati sono positivi. Per questo insieme a Wipo abbiamo deciso di sottoscrivere un impegno per incentivare l’uso della mediazione, come soluzione più congeniale in controversie dall’alto profilo del know-how e delle competenze specifiche”.

“Il Centro di Arbitrato e Mediazione di WIPO è lieto di collaborare con CAM, la più importante istituzione di mediazione e arbitrato in campo internazionale in Italia.  Tramite questa partnership, speriamo di contribuire a promuovere l‘uso della mediazione nel contesto di controversie cross-border nelle aree di PI e tecnologia.  L’obiettivo comune è di lavorare insieme a CAM per assistere al meglio imprese e parti nel risolvere le loro controversie tramite alternative più efficaci rispetto al contenzioso tradizionale”. Ha dichiarato Ignacio de Castro, direttore, Divisione delle controversie relative alla proprietà intellettuale e relazioni esterne, Centro di Arbitrato e Mediazione di Wipo.

Alessandra Pirri

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