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Milano aspetta ancora una targa per ricordare il genio di Osvaldo Cavandoli
Uscivo dalla Rai dove lavoravo, attraversavo corso Sempione a Milano e andavo in via Prina nello studio di Osvaldo Cavandoli. Ci eravamo conosciuti anni prima ad un festival a Treviso . Parlare con lui era come scavare in miniera: ne uscivi sempre con qualche pepita .
“ Mio padre -spiega Sergio Cavandoli –ebbe l’idea mutuandola da un filo di lana, una animazione del rumeno Constantin Mustatea : la Pe Fir (che significa” Sul filo“ ) Era il 1968 .Osvaldo aveva esperienza con i pupazzi animati. Decise di sposare la semplicità e di ‘togliere’ quanto più possibile: nacque la La Linea, un tratto in movimento “
Una linea che si anima infinitamente creando un personaggio buffo che interagisce con il creatore borbottando in un grammellot spiccatamente milanese. Nel 1970 Cavandoli consegna la sua creatura all’industriale Massimo Lagostina la cui azienda produce pentole. Sono i tempi nei quali la pubblicità la fa la Rai, in bianco e nero su “Carosello“ . Inizialmente la chiamano Mr. Mark e successivamente Agostino Lagostina. Poi capiscono che quel “tipo“, (al quale presta la voce Carlo Bonomi basandosi sul modo di parlare della ‘teppa’ di periferia), poteva vivere di luce propria. La Linea ,borbottando, percorre un cammino zeppo di ostacoli e situazioni. Chiedendo spesso al creatore di disegnare la soluzione dei problemi .
“ Inizialmente nessuno la voleva – spiega ancora Sergio Cavandoli –ma l’ingegner Lagostina ne rimase colpito . Con “Carosello“ arrivò la popolarità. Ma quando la Rai sospese quel tipo di promozione La Linea decadde: troppo identificabile con il marchio Lagostina“
Esempio di personaggio diventato più popolare del proprio creatore, La Linea conquista in breve un successo mondiale (“Molto all’estero, meno in Italia” confida Sergio Cavandoli). In Israele è conosciuta come Mar Kav (signor Linea). Negli Usa la chiamano Lineman, in Argentina, dove sono fantasiosi, Abelardo.
“ Arte e design – spiega Eric Rittatore presidente di ‘Cartùn’ a.p,s. creata a Genova che incontriamo in via Prina allo Studio Cine che custodisce disegni, attrezzi, pupazzi, stampe, ogni tipo di materiale creato da Osvaldo Cavandoli – vorremmo preservare la tecnica di questa artigianale creatività. Questo Studio non è un museo: per visitarlo serve contattarci. Vogliamo preservarlo. per valorizzare al meglio i materiali dello StudioCine siamo apertissimi a sinergie con le varie istituzioni culturali, tra cui anche la Triennale.
Osvaldo è mancato nel 2007 all’età di 87 anni. Nel 2017 è stato iscritto nel Famedio del Cimitero Monumentale tra i cittadini che hanno fatto grande con il proprio lavoro, Milano .
“Non abbiamo ancora inoltrato una richiesta ufficiale al Comune– ci dice Fabio Gusella ambasciatore della famiglia Cavandoli, progettista e fondatore di Fos comunicazione- ma ci piacerebbe che una targa fosse apposta sulla facciata del condominio dove al pianterreno c’è lo studio di Osvaldo. I condomini ci hanno dato la disponibilità. Tra l’altro qui vicino c’è una targa sulla casa di Giorgio Gaber. E la via adiacente, dove da giovane Osvaldo abitava, è intitolata a Francesco Londonio, pittore settecentesco al quale si devono i “foghetti“, teatrino ambulante, considerato il precursore del moderno cinema di animazione“ .
Numerosi gli eventi in programmazione a ridosso del ventennale della morte di Osvaldo (una mostra a Palazzo Pirola di Gorgonzola è già in essere ) Il 18 maggio è stato presentato al Salone del Libro di Torino il volume “ Osvaldo Cavandoli, lo stile dell’essenziale “ edito da Astragalo . Ma eventi sono in programma a Rozzano, a Druogno Val Vigezzo ( Verbania ) e a Genova . La Linea approverebbe : borbottando .
Andrea Bosco



