Tuesday, September 08, 2026

Arte & Cultura, In Evidenza

Milano aspetta ancora una targa per ricordare il genio di Osvaldo Cavandoli

Maggio 21, 2026

Uscivo dalla Rai dove lavoravo, attraversavo corso Sempione a Milano e andavo in via Prina nello studio di Osvaldo Cavandoli. Ci eravamo conosciuti anni prima ad un festival  a Treviso . Parlare con lui era come scavare in miniera: ne uscivi sempre con qualche pepita .

 Mio padre -spiega  Sergio Cavandoli –ebbe l’idea  mutuandola da un filo di lana,  una animazione del rumeno Constantin Mustatea : la Pe Fir (che significa” Sul filo“ )  Era il 1968 .Osvaldo aveva esperienza  con i pupazzi animati. Decise  di sposare la semplicità e di ‘togliere’ quanto più possibile: nacque la La Linea, un tratto in movimento  “

Una linea che si anima infinitamente creando un personaggio buffo che interagisce  con il creatore borbottando in un grammellot  spiccatamente milanese. Nel 1970 Cavandoli consegna la sua creatura  all’industriale Massimo Lagostina la cui azienda produce pentole. Sono i tempi nei quali la pubblicità la fa la Rai, in bianco e nero su “Carosello“ . Inizialmente la chiamano  Mr. Mark e successivamente Agostino Lagostina.  Poi capiscono che quel “tipo“, (al quale presta la voce Carlo Bonomi basandosi sul modo di parlare  della ‘teppa’  di periferia), poteva vivere di luce propria. La Linea ,borbottando,  percorre un cammino  zeppo di ostacoli e situazioni. Chiedendo spesso al creatore  di  disegnare la soluzione dei problemi .

Inizialmente nessuno la voleva – spiega ancora Sergio Cavandoli –ma l’ingegner  Lagostina ne rimase colpito . Con “Carosello“ arrivò la popolarità. Ma quando la Rai sospese quel tipo di promozione  La Linea decadde: troppo identificabile con il marchio Lagostina“  

 Esempio di personaggio diventato più popolare del proprio creatore,  La Linea  conquista in breve un successo mondiale (“Molto all’estero, meno in Italia”  confida Sergio Cavandoli). In Israele è conosciuta come Mar Kav (signor Linea). Negli Usa la chiamano Lineman, in Argentina, dove sono fantasiosi,  Abelardo

Arte e design – spiega Eric Rittatore presidente di ‘Cartùn’ a.p,s. creata a Genova  che incontriamo in via Prina allo Studio Cine  che  custodisce  disegni, attrezzi, pupazzi, stampe, ogni tipo di materiale creato da  Osvaldo Cavandoli – vorremmo  preservare la tecnica di questa artigianale  creatività. Questo Studio non è un museo:  per visitarlo serve contattarci.  Vogliamo  preservarlo. per valorizzare al meglio i materiali dello StudioCine siamo apertissimi a sinergie con le varie istituzioni culturali, tra cui anche la Triennale.

Osvaldo è mancato nel 2007 all’età di 87 anni. Nel 2017 è stato iscritto nel Famedio del Cimitero Monumentale tra i cittadini che hanno fatto grande con il proprio lavoro,  Milano .

Non abbiamo ancora inoltrato una richiesta ufficiale al Comune– ci dice Fabio Gusella ambasciatore della famiglia Cavandoli, progettista e fondatore di Fos comunicazione- ma ci piacerebbe  che una targa fosse apposta sulla facciata del condominio dove al pianterreno c’è lo studio  di Osvaldo. I condomini ci hanno dato la disponibilità. Tra l’altro qui vicino c’è una targa sulla casa di Giorgio Gaber. E la via adiacente, dove da giovane Osvaldo abitava, è intitolata a Francesco Londonio, pittore settecentesco al quale  si devono i “foghetti“, teatrino ambulante, considerato il precursore del moderno cinema di animazione“ . 

Numerosi gli eventi  in programmazione a ridosso del ventennale della morte di Osvaldo (una mostra a Palazzo Pirola di   Gorgonzola è già in essere )  Il 18 maggio è stato presentato al Salone del Libro di Torino il volume “ Osvaldo Cavandoli, lo stile dell’essenziale “ edito da  Astragalo .  Ma eventi sono  in programma a Rozzano, a Druogno Val Vigezzo ( Verbania ) e a Genova . La Linea approverebbe :  borbottando . 

Andrea Bosco

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