Non una semplice presentazione di libri. Ma un dibattito. Uno scambio. Ecco cosa è stato l’incontro di ieri sera, in scena presso lo Spazio Alda Merini di via Magolfa a Milano. Perché, in un mondo in cui il negazionismo climatico fa da padrone, è giusto parlare. E parlarne. Di cosa? Della Terra. Della nostra Terra. “Ma la Terra, è davvero nostra?”. Ed è intorno a questo dubbio, che si interroga Stella Levantesi, giornalista e scrittrice. E, insieme a lei, presente ieri sera il giornalista e scrittore Fabio Deotto, autore de “L’altro mondo. La vita di un pianeta che cambia”. Alla tavola rotonda dello Spazio Alda Merini, è intervenuta anche Martina Comparelli, portavoce di Fridays for Future Italia. Perché, in un mondo che sta morendo ogni giorno sotto i nostri occhi impotenti – e incuranti –, è importante abbandonare credenze e modelli tossici. “Ho voluto fare un reportage narrativo sulla crisi climatica e sulle implicazioni, dirette e indirette, sul nostro presente e futuro – afferma il giornalista e scrittore Fabio Deotto -. Il mio è stato un viaggio lungo un anno e mezzo, durante il quale ho visitato personalmente i luoghi in cui gli effetti del cambiamento climatico sono più visibili. Le cosiddette mete da cartolina, zone che, nell’immaginario collettivo, richiamano alla mente atmosfere esotiche, a tratti magiche. Eccomi dunque alle Maldive, che però rischiano di essere totalmente sommerse, a fine secolo, dalle acque dell’Oceano Indiano. Ma ho analizzato anche la nostra Pianura Padana, culla di alcune delle città più inquinate d’Europa. E poi ancora, sono stato a New Orleans, nelle sue terre umide e paludose, che lentamente stanno cedendo e sprofondando. Per poi arrivare in Lapponia, dove la neve rischia rovinosamente di scarseggiare”.

È cambiato, quindi, il mondo. Anzi, è già un altro mondo. E tutto questo, sta accadendo ora. E noi non abbiamo più molto tempo per iniziare a esserne consapevoli e agire di conseguenza. Le dimensioni sono tante, e tutti i problemi sono interconnessi. “L’aumento delle emissioni, arriva ovunque. Anche in ambiti lontani tra loro”, conclude Fabio Deotto. E noi, abbiamo una sola Terra.
E ieri sera, dunque, l’ex tabaccheria di via Magolfa, si è trasformata in un intenso luogo di dibattito. Un confronto su un qualcosa che riguarda tutti, indistintamente. “Sono una piccola ape furibonda”, scriveva proprio Alda Merini. E le api, sono anche loro a rischio estinzione. La Terra, rischia. E la Terra, è poesia. La Terra è la nostra unica e inevitabile poesia.


