Dal 13 al 16 marzo al Teatro Carcano di Milano la protagonista è Veronica Pivetti una Mary Shelley contemporanea che ci racconta, grazie a bizzarre teorie della scienza e della medicina, l’unico, vero, orrorifico Frankenstein della storia moderna: ebbene si…la donna. L’idea che le donne siano state considerate, per secoli, fisiologicamente deficienti può suggerirci qualcosa? Lo spettacolo nasce da questa domanda e mette in scena testi che in pochi conoscono, fra i più discriminanti, paradossali e, loro malgrado, esilaranti scritti “razionali” del secolo passato. “Come stanno le cose riguardo ai sessi”? “Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto”. Così parlò Paul Julius Moebius, assistente nella sezione di neurologia di Lipsia, nel piccolo compendio L’inferiorità mentale della donna scritto nel 1900, inconfutabilmente considerato un evergreen del pensiero reazionario.

Donne dotate di crani piccoli, peso del cervello insufficiente… per l’illustre PJ Moebius le signore sono provviste di una totale mancanza di giudizi propri. Non solo; le donne che pretendono di pensare sono moleste e “la riflessione non fa che renderle peggiori”. A queste dichiarazioni fa eco il celeberrimo medico, antropologo, giurista e criminologo italiano Cesare Lombroso, “le donne mentono e spesso uccidono, lo dicono i proverbi di tutte le regioni.” “Fortunatamente, i cervelli delle donne sane pesano più di quelli delle donne criminali”. Ed ecco un rapido excursus su delitti eccellenti, per esempio quello compiuto da Agrippina, o da Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio. Paziente lei stessa – causa una passata depressione – Pivetti non manca di raccontare al pubblico alcuni singolari episodi personali e di ricordare, con le parole di Lombroso, che “il maschio è una femmina più perfetta”.
Milano corso di Porta Romana 63
Dal 13 al 16 marzo
L’INFERIORITÀ MENTALE DELLA DONNA
con Veronica Pivetti


