Tuesday, September 08, 2026

Attualità

Micol Martini, ufficiale di macchina sulle navi da crociera, racconta: “Il mare è diventato la mia casa”

Giugno 09, 2026

Dai banchi di scuola ai mari del Nord Europa. È la storia di Micol Martini, giovane sanremese e ufficiale di macchina della Marina Mercantile, che da diversi anni vive e lavora a bordo della nave da crociera AIDAmar. L’abbiamo incontrata al Porto Vecchio di Sanremo per farci raccontare una professione affascinante quanto impegnativa, ancora oggi poco conosciuta e spesso considerata prevalentemente maschile.

-Micol, perché ha scelto il mare come stile di vita?

«È stata una scelta nata quasi per caso. Quando frequentavo le scuole medie partecipai a un’attività di orientamento e scoprii il mondo nautico, che fino ad allora conoscevo molto poco. Da quel momento nacque una curiosità che si è trasformata in una vera passione. Ho scelto di frequentare il Nautico e successivamente ho proseguito gli studi presso l’Accademia Italiana della Marina Mercantile nel settore macchine. Oggi sono imbarcata da sei anni con AIDAmar, una nave che opera prevalentemente nei mari del Nord Europa.»

Micol Martini

-In cosa consiste il suo lavoro?

«Molti pensano che il lavoro dell’ufficiale di macchina sia esclusivamente legato alla manutenzione meccanica, ma in realtà è molto più complesso. Ci occupiamo della gestione degli impianti di bordo, dei sistemi di sicurezza, dei software di controllo e delle procedure di emergenza. È un ruolo che richiede competenze tecniche molto avanzate e una costante attenzione. Lavoriamo generalmente su turni distribuiti nell’arco della giornata e bisogna imparare ad adattarsi a ritmi particolari. Nei momenti di riposo, quando la nave è in porto, cerco di approfittarne per visitare i luoghi che raggiungiamo. Amo particolarmente passeggiare tra i fiordi della Norvegia e i paesaggi incontaminati della Finlandia

-Com’è la vita a bordo?

«A bordo si crea un legame molto forte tra le persone. Viviamo e lavoriamo insieme per mesi, condividendo esperienze, difficoltà e momenti di svago. Si diventa una vera famiglia. Nonostante sia una donna in un ambiente tradizionalmente maschile, mi sono sempre sentita rispettata e accolta. I miei colleghi mi hanno trattata come una sorella o una figlia. La mia casa, per lunghi periodi dell’anno, è una cabina di circa dieci metri quadrati, ma dopo un po’ ci si abitua e diventa il proprio punto di riferimento.»

-Ha scelto una strada diversa da quella di molte sue coetanee. Come mai?

«È una scelta che comporta inevitabilmente molti sacrifici. Si rinuncia alla quotidianità, alle abitudini e alla presenza costante di familiari e amici. A bordo gli spazi personali sono limitati e il lavoro richiede una disponibilità continua. Tuttavia, tutto questo viene compensato dalle esperienze straordinarie che si vivono. Ho avuto la possibilità di conoscere persone provenienti da tutto il mondo, scoprire culture diverse e visitare luoghi che probabilmente non avrei mai visto. Per me non è soltanto un lavoro: è una passione che mi ha arricchita dal punto di vista umano e professionale.»

È possibile conciliare una professione come la sua con la vita familiare?

«È sicuramente uno degli aspetti più delicati. La distanza mette a dura prova qualsiasi relazione. Personalmente ho vissuto momenti difficili e ho sofferto molto quando una persona importante non è riuscita ad accettare questo stile di vita. Comprendo che non sia semplice, ma credo che quando esiste un sentimento autentico si possano superare anche le distanze più grandi. Sono molto legata ai valori della famiglia tradizionale e uno dei miei desideri è quello di costruirne una in futuro. Credo che sia possibile, purché ci siano comprensione, fiducia e rispetto reciproco.»

-Un messaggio ai giovani che stanno scegliendo il proprio percorso?

«Direi di non avere paura di seguire le proprie passioni, anche quando sembrano diverse da quelle della maggioranza. Il mare mi ha insegnato a crescere, a essere indipendente e a credere nelle mie capacità. È un percorso impegnativo, ma può regalare soddisfazioni immense

Per Micol Martini il mare non rappresenta soltanto un luogo di lavoro, ma una vera scelta di vita. Una storia di determinazione, passione e coraggio che dimostra come anche da Sanremo si possa partire per costruire un percorso professionale capace di attraversare il mondo.

Christian Flammia 

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