Wednesday, September 09, 2026

Spettacoli

Messina, al Castello di Oliveri arriva la musica folkloristica della “Compagnia Siciliana. Musici e Cantori”

Luglio 22, 2020

Come gli antichi menestrelli. Questa l’atmosfera che si vuole ricreare al Castello di Oliveri. E il prossimo 24 luglio, alle ore 21, va in scena “Compagnia Siciliana. Musici e Cantori”. Una serata all’insegna dell’armonia, in un contesto d’eccezione che fa da cornice perfetta alla prima delle serate di musica organizzate dall’associazione musicale Vincenzo Bellini di Messina insieme al Comune di Oliveri. Ad aprire la kermesse musicale al Castello, la Compagnia Siciliana Musici e Cantori. Un viaggio attraverso la musica popolare siciliana con la formazione nata nel 1998 per riscoprire le radici della Trinacria.

Risulta complicato rintracciare le origini della musica popolare siciliana. In generale, è possibile affermare che il canto popolare siciliano è nato dalla tradizione orale. Perché i canti venivano tramandati da villaggio a villaggio, da paese a paese, e assumevano di volta in volta un aspetto differente, dando vita a numerose varianti. Tamburello. Marranzano. Zufolo. Questi gli strumenti della tradizione folkloristica della Sicilia. I dettagli più interessanti sulla musica popolare siciliana, oggi conosciuta anche oltre lo Stretto, riguardano la sua origine: al contrario di quanto si potrebbe immaginare ascoltando il ritmo allegro delle canzoni isolane più note, la musica siciliana ha le proprie origini negli inni funebri e sacri introdotti prima dai greci, e poi dagli arabi e dai normanni. E dal mondo arabo, la Sicilia potrebbe aver assimilato la tendenza a far combaciare musica sacra e musica popolare. Nel periodo arabo-normanno, inoltre, si diffuse l’impiego di strumenti musicali, per lo più a corde, molto innovativi: tra questi, l’organistrum (strumento a tre corde), il rebab (considerato antenato del violino), e il liuto (esistente, si dice, sin dall’epoca degli antichi egizi, ma introdotto in Europa solo nel periodo della dominazione araba, dal 9° secolo in poi). La prima testimonianza relativa alla musica popolare siciliana, risale però soltanto intorno al 12° secolo, quando, sotto il regno di Ruggero I, vennero redatti i primi tropari siculo-normanni, contenenti inni sacri utilizzati durante le feste religiose. Tra questi, vi era il “Troparium de Catania”, legato all’attività della Cattedrale di Catania, che contiene uno dei canti più antichi dedicati alla patrona della città, Sant’Agata. E i tropari delineano l’unicità della melodia popolare siciliana di stampo religioso: contengono, infatti, i primi esempi di musica polifonica scritta ed elementi (come la melodia discendente, forse di origine ellenica) che rendono i canti siciliani diversi da quelli di stampo gregoriano, più diffusi all’epoca. Nel Medioevo, trova notevole successo anche l’arte dei cantastorie, che spesso accompagnavano le proprie produzioni poetiche e narrative con strumenti musicali. Originaria del periodo della dominazione islamica in Sicilia, potrebbe essere anche il Tataratà, una danza propiziatoria ancora oggi nota e praticata nell’agrigentino. Risale invece a qualche secolo dopo, e più specificamente al Regno delle due Sicilie (19° secolo), il successo di un altro ballo, ancora oggi simbolo dell’identità siciliana e meridionale: la tarantella. Sebbene, secondo molti studiosi, questa danza affondi le sue radici nel periodo greco-romano (e lo testimonia anche l’utilizzo del tamburello, strumento usato nella produzione musicale legata ai riti magici e propiziatori di epoca pre-cristiana), nel corso dell’Ottocento questo ballo, che aveva caratteristiche differenti nelle varie aree del Sud Italia, divenne l’emblema del Regno e trovò una maggiore diffusione. E la notorietà del ballo non ha mai conosciuto fine, neanche dopo l’Unità d’Italia.

E al Castello di Oliveri, la Compagnia Siciliana ripropone questo. La vita dell’isola. Le sue tradizioni. Il suo Dna variegato. La melodia insita nel sangue dell’Isola. Biglietto 15 euro ordinario; 10 euro  ridotto (under 25 e over 65). Il botteghino del Castello di Oliveri sarà aperto aperto dalle ore 20. Per info e prenotazione http://www.associazionemusicalevincenzobellini.it/.

Alessandra Pirri

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