Arte & Cultura
Mentre l’estate è ancora incerta, lo scrittore Ignazio Pepicelli Sanna ricorda che anche Milano ebbe il mare
Trovare il mare in città. Come andrà questa estate 2020, ancora nessuno lo sa con precisione. Ma una cosa è certa, ai milanesi sta cominciando a mancare il mare. La prospettiva di laghi e montagne rende sicuramente più sereni, ma un’estate senza mare potrebbe mancare a tanti meneghini. Eppure, anche Milano ebbe il suo mare. “Milano è una città meravigliosa – afferma Ignazio Pepicelli Sanna, autore del libro “Il mare senza Sale” -. Mi sono avvicinato a Milano per caso nel 2011, io che sono mezzo sardo e mezzo napoletano. E con Milano, è stato un amore a prima vista. E pure un amore ricambiato. In particolare, ho scavato negli abissi dei Navigli, per ritrovarvi tesori celati. Immensi”. Così è venuto fuori il libro che è corredato di un Cd musicale con 11 canzoni, tutte che trattano il tema dei Navigli e tutte composte dallo stesso Ignazio Pepicelli Sanna. L’intero libro alterna italiano e milanese (doppia lingua), e così anche le canzoni.
Perché Milano stupisce. Oggi come in un tempo remoto. Milano ha un passato grandioso, spesso sconosciuto ai più. Persino il mare, che una volta si dispiegava al posto delle vie del centro, resta un fatto non noto. Certo, dobbiamo tornare indietro di tanto tempo per ritrovare il mare a Milano. Però c’era, eccome. Perché 600 mila anni fa, minuto più minuto meno, poco alla volta il mare cominciò a ritirarsi per lasciare spazio a quella che chiamiamo oggi Pianura padana. Pare che a fondare il capoluogo lombardo fu Tubal, figlio di Japhet, terzogenito di Noè. Leggenda narra infatti che il buon Tubal arrivò da queste parti e si mise a fare figli: novanta per la precisione. Da questi, una generazione da lui “targata” di 13700 nipoti. Così riporta Raffaello Toscano, in “L’origine di Milano” del 1587.E oggi sono proprio i Navigli, il mare di Milano. Rimessi a nuovo. Solitari in tempi di Coronavirus. Ma meravigliosi. Perché rappresentano l’acqua per eccellenza del capoluogo lombardo. E i Navigli ricevono il sole. I Navigli risplendono di notte. Quasi come il mare. Sembrano incantati, i Navigli. Rilanciano magie. Fanno stupire. Fanno emergere pensieri. Forse non potranno sostituire completamente il mare, ma ci provano, i Navigli. E la Darsena, che in queste notti si è dipinta del Tricolore, è la degna figlia cittadina del mare. “Spero di poter tornare presto a Milano – conclude lo scrittore -, perché Milano è viva, profonda, immensa, camaleontica. Proprio come gli abissi marini”.
Alessandra Pirri
Nella foto Ignazio Pepicelli


