All’inizio del secolo scorso Fregene era considerata dai romani un posto da ricchi. Qui, nella parte più antica, dove la pineta arrivava a toccare il mare, sono state costruite, da architetti più o meno famosi, ville per attori, scrittori, stilisti, insomma quella borghesia romana a metà tra l’intellettuale e il nuovo ricco. Con gli anni, sono proliferate le villette a schiera e la spiaggia, a mezzora di macchina da Roma, è diventata, d’estate, una delle mete più frequentate da famiglie con bambini. Un luogo frequentato ma non strapieno.. fino a quest’anno, quando le limitazioni ai viaggi per limitare i contagi covid hanno prodotto una richiesta, senza precedenti, di case in affitto a partire da maggio e per l’intera stagione e poi, ora che è inverno, la riapertura a tappeto delle seconde case.

Finora Fregene rientra in zona gialla e quindi passeggiare sulla spiaggia lunga chilometri è possibile, non si corre il rischio di incontrare i dilettanti della corsa – tuttalpiù si può vedere in acqua, poco distante dalla riva, qualche pescatore di telline o di vongole. Il mare ma non solo, c’è un altro polo di attrazione a Fregene ed è la biblioteca Pallotta . È stata ideata e voluta, 26 anni fa, da Marina, figlia di Gino Pallotta, grande giornalista che della politica sapeva capire e spiegare ogni risvolto. “Mio padre – dice Marina – era un uomo colto, la sua tesi “ Parlamento e Popolo d’Italia”, scritta a 22 anni, fu pubblicata e fu un successo, lui amava la letteratura, la filosofia, il cinema. Amava Fregene, dove avevamo casa. Fu così che all’inizio degli anni ‘80 decise di creare il “Premio Fregene “ che fu assegnato anche a personaggi del mondo come Tennesse Williams, Denis Mack Smith, Melina Mercouri”.

Oggi a ricordare quegli anni gloriosi, ci sono tante fotografie custodite nella nuova sede della biblioteca. “La biblioteca è figlia dei progetti culturali di mio padre; dopo la sua morte, insieme ad un gruppo di amici, abbiamo deciso di lanciarci in questa impresa che si è via via rafforzata, grazie anche ai soci e al sostegno dell’Amministrazione comunale. Pensi che l’attuale sede era la villa del tesoriere della banda della magliana. Un bene confiscato che il sindaco Montino ha deciso di affidarci, noi lo gestiamo in dodici, dodici bibliotecarie, tutte volontarie da ben 26 anni. Abbiamo un patrimonio di oltre ventimila libri, organizziamo incontri d’arte, concerti, mostre. Ha visto nel nostro giardino, quel veliero realizzato con frammenti arrugginiti? Ce lo ha lasciato l’autore, Dario Bellini che lo aveva esposto nella mostra“ Note a margine”.

La Biblioteca Pallotta, come le altre è chiusa almeno fino al 5 dicembre ma, l’attività non si è fermata: chi vuole leggere chiede al telefono o per mail il volume che desidera, gli verrà recapitato in un luogo a scelta. E non c’è migliore occasione per chi sta a Fregene di poter reagire alle restrizioni imposte dal covid, leggendo un buon libro magari di fronte al mare.

Francesco Ligorio


