Nel cuore della Lombardia i consumatori sembrano mantenere un atteggiamento prudente ma consapevole. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Osservatorio del gruppo Il Gigante, catena della grande distribuzione con 70 punti vendita, in larga parte presenti proprio nel territorio lombardo. L’analisi del secondo trimestre 2025 fotografa una situazione in cui il carrello della spesa rimane stabile, con scelte che rispecchiano la stagionalità, l’inflazione e le incertezze dello scenario economico globale.
A fare la differenza è stato, soprattutto, il caldo anomalo che ha caratterizzato il mese di giugno, modificando le priorità d’acquisto. La frutta e la verdura sono schizzate in cima alle preferenze dei clienti: rispetto ai mesi di gennaio, febbraio e marzo, le vendite sono aumentate del 4%. Meloni e angurie guidano la classifica con un +25%, seguite da insalate, zucchine, pomodori e cetrioli, cresciuti del 15%. In parallelo, continua a crescere l’interesse verso i prodotti biologici, con una sensibilità sempre maggiore verso qualità e sostenibilità.
Il caldo influenza anche il non alimentare: meno vestiti, etichette sotto osservazione
Le alte temperature hanno favorito anche il consumo di bibite, gelati, ghiaccioli e bevande vitaminiche. Al contrario, prodotti più invernali come burro, cioccolato e caffè hanno subito un calo. In lieve flessione anche la carne rossa, mentre tiene la bianca.
Nel comparto non alimentare, i segnali sono meno positivi. I prodotti per la cura personale hanno subito una contrazione dell’1%, mentre l’abbigliamento ha perso il 3% nelle vendite. Un dato che, secondo gli analisti, riflette il clima instabile e la crescente attenzione dei consumatori al risparmio. Invariate, invece, le vendite di piccoli e grandi elettrodomestici.
Secondo Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione del gruppo Il Gigante, “i clienti si confermano molto attenti al rapporto qualità-prezzo, ma non acquistano in modo impulsivo. Le etichette sono ormai uno dei principali elementi su cui si basano le scelte d’acquisto”.
In un contesto economico ancora incerto, con il ritorno di Donald Trump e l’ombra dei dazi americani sullo sfondo, i dati suggeriscono che, almeno nei supermercati del territorio milanese e della Lombardia, i cittadini stanno affrontando la spesa con una mentalità più razionale, mirata e informata. Segno di una trasformazione nei consumi che guarda sempre più alla qualità sostenibile piuttosto che alla quantità.


