Con interventi di Giuseppe Natale, presidente della Fondazione ATM, Francesco Caroprese Fond. ATM e vicepresidente Ordine Giornalisti della Lombardia e Carlo Franza storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, è stata inaugurata presso la Fondazione Atm di via Farini 9 a Milano, la mostra “Nostalgia dl -futuri”. Le opere dell’artista Gianni Bucher Schenker rientrano in un progetto artistico internazionale, “Nuovo atlante delle arti”, ideato e diretto da Carlo Franza (storico dell’Arte Moderna e Contemporanea e critico de Il Giornale fondato da Indro Montanelli) per la Fondazione Atm Milano, istituzione attestata internazionalmente, che focalizza l’attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea. L’esposizione curata da Carlo Franza, illustre storico dell’Arte di piano internazionale, che firma anche il testo, riunisce un certo numero di opere che compongono una vera e propria installazione, capace di campionare il percorso singolare di questo illustre artista italiano.

Scrive Carlo Franza: “Occorrerà subito dire che la mostra di Gianni Bucher Schenker ci pare un avvenimento sostanziale perché propone uno degli esempi più chiari dell’arte del nostro tempo nel campo della scultura. Genialità, maestria, scoperta plastica delle forme, spesso fantastiche e costruttive – dopo l’niziale approdo alla figuralità e alla medaglistica- pregne di ricerca e individualità sperimentale che lasciano leggere, fra luci e colorazioni naturali legate alla materia, elementi scultorei che si precisano nei climi di una poetica di libertà -come titola la mostra – e di una dimensione formale preminente dove l’armonia titanica delle sue plastiche pure si muovono attraverso una geometria che nei segni scavati e vigorosi della concavità/convessità hanno trovato un inventore illuminato. Forme concave e convesse offrono lo svolgimento critico e ispirativo della vocazione nell’autenticità dei temi trattati, determinando ufficialmente una costruita originalità piuttosto nuova in ogni opera e con accenti di diversità sistematica, nonostante i topoi fissi della scultura psico-futurista. Colori e luci planano proiettate sulle fome plastiche, da “Coppia” a “Basileia”, da “Talia” a “Tuffo”, da “Castalia” a “Cattedrale”, per citarne qualcuna, e danno rilievo a una chiara naturalezza, mobile di ondulazioni e di piani, di oscillazioni anche sensuali e catturanti, inscenate con solenne maestria compositiva e una vitalità intensa, quasi fossero percettive di quell’èlan vital di bergsoniana memoria. Ogni opera è attraversata da vibrazioni che la fanno leggere nei suoi principi fantastici e quasi astratti, nel legame preminente con la figura umana della quale vi è traccia nella serie confluente di espressioni di un’indicativa dialettica figurale. I materiali usati, legni e marmi diversi, terrecotte, bronzi, specificano l’itinerario faticoso e intelligente dello scultore, i cui domini sulla materia lo lasciano scoprire come uno dei maggiori protagonisti della scultura contemporanea e dell’area lessicale e visiva più dialettica del Novecento”.

Orari mostra: da lunedì a venerdì ore 10 – 17 (previo appuntamento allo 02/631196443) fino al 2o febbraio 2021
Chiusura: sabato e domenica


